SAN SEVERINO MARCHE – La bellezza delle opere d’arte colpite dal devastante terremoto del 2016 nelle Marche sta rinascendo grazie a tanti interventi di restauro, che permettono ad autentici capolavori di tornare a risplendere. Prezioso scrigno di arte e identità è il MARec, il Museo dell’Arte Recuperata, situato all’interno del Palazzo Vescovile di San Severino Marche. Il Museo che ospita i capolavori salvati dalle chiese inagibili dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, rappresenta un presidio di cultura e speranza che aiuta le comunità a riappropriarsi della propria identità culturale.
Il video è disponibile al link https://www.facebook.com/reel/887609343889354
Il filmato, che porta la firma del regista Giovanni Panozzo, che ne è anche autore delle originali musiche, è prodotto dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica e dall’Ufficio nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto.
L’idea del MARec nasce da una visione di monsignor Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche: “Un giorno sono entrato in questo deposito di tantissime migliaia di opere d’arte raccolte grazie a Carabinieri, Protezione Civile e Vigili del Fuoco, e lì si è accesa una lampadina: il desiderio di creare un museo perché chi rischiava di non vedere un capolavoro della propria terra per decenni, a causa della lunga ricostruzione, potesse ritrovare la propria identità”.
Il percorso espositivo, curato dalla direttrice Barbara Mastrocola, si snoda attraverso 13 sale che ospitano 70 opere d’arte, tra cui autentici tesori come la Madonna del Monte di Lorenzo d’Alessandro e la statua lignea della Madonna di Macereto.
Il criterio dell’allestimento è profondamente simbolico: le opere sono esposte per luogo di provenienza: “L’obiettivo è ricreare quel senso di piazza, di agora che i nostri borghi hanno temporaneamente perduto” – spiega nel video la direttrice.
“Il MARec non è una destinazione finale, ma una “custodia necessaria” – come sottolinea l’Arcivescovo Massara, che spiega – Le opere verranno restituite alle 340 chiese d’origine non appena saranno recuperate e sarà uno dei momenti più belli di socializzazione e di cammino di fede per ogni parrocchia e comunità del territorio”.
Nelle foto: il Museo dell’Arte Recuperata
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