La storia è quella di Nura Mohammad, costretto a lasciare il Bangladesh con suo figlio in cerca di stabilità e speranza. Dietro di lui il resto della famiglia, davanti Fahim, 8 anni e un talento per gli scacchi. Padre premuroso e protettivo, Nura omette al figlio le violenze che agitano il loro paese e giustifica la loro partenza con la promessa di fargli incontrare in occidente un grande maestro di scacchi. Ma arrivati in Francia le cose non sono così semplici. A semplificare la partita e l’amministrazione francese ci pensa il vecchio Sylvain Charpentier, campione di scacchi di grande mole e saggezza. Accolto nella sua aula, Fahim imparerà rapidamente le regole del gioco e della vita.
Toccato dalla sua storia, Pierre-François Martin Laval cambia registro e firma un feel good movie su un soggetto politico, offrendo una riflessione sulla condizione disperata dei migranti, sul coraggio e l’abnegazione di cui danno prova tra esilio e adattamento al paese di accoglienza. Ma “Qualcosa di meraviglioso” è anche un film sulle virtù pedagogiche e universali del gioco degli scacchi, sul cameratismo rispettoso e lo spirito, di gruppo e di competizione, di una squadra di ragazzini.
La rassegna di cinema proseguirà giovedì 23 luglio con “Cena con delitto” e si chiuderà giovedì 30 luglio con “Il Traditore”.
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