San Lorenzo in Campo, ritrovati reperti archeologici durante i lavori della variante

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SAN LORENZO IN CAMPO (PU)  – Conclusi i lavori relativi alla “sorveglianza archeologica” inerenti le porzioni oggetto di sbancamento e scavo nel cantiere del secondo stralcio della variante alla strada 424, Amministrazione comunale, Provincia di Pesaro Urbino, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche danno notizia dei reperti archeologici che sono stati rinvenuti durante i lavori.
I resti di una fornace di epoca romana e una struttura preistorica sono emersi nelle ultime settimane durante gli scavi per la realizzazione del secondo ed ultimo tratto della variante alla strada provinciale 424, nei pressi del centro abitato di San Lorenzo in Campo.
I lavori sono stati condotti secondo la procedura prevista dal Codice degli appalti pubblici, chiamata di “archeologia preventiva”, che consiste in un protocollo di ricerche e indagini preliminari, finalizzate a minimizzare gli impatti delle scoperte archeologiche su tempi e risorse dei lavori pubblici. Durante gli scavi per la realizzazione della strada, sono emersi i resti di una fornace di epoca romana, riutilizzata probabilmente in epoca tardoantica come “calcara”. La fornace era dotata di una camera di combustione, dove veniva acceso il fuoco a pianta circolare, ricavata nel banco ghiaioso; le pareti della camera e il suo fondo presentavano un colore chiaro e una marcata compattezza, che è una caratteristica tipica di questi manufatti ed è dovuta alle alte temperature raggiunte nelle fasi di cottura. Difatti, tutta la struttura era consolidata ed indurita dal calore e dal prolungato utilizzo. La fornace era inoltre dotata di una bocca di accesso, sempre a pianta circolare, da dove veniva immesso il combustibile. Lo stato di conservazione di questa struttura era piuttosto cattivo, infatti era completamente mancante dei resti del piano forato e della camera di cottura e sembra essere stata svuotata e spogliata al suo interno in modo da essere riutilizzata come calcara. Le calcare erano delle semplici buche ricavate nel terreno, in cui veniva acceso il fuoco e venivano buttati dentro degli elementi lapidei, spesso marmorei, da calcinare.
Oltre a ciò, in una zona più a monte del tracciato, è stata scavata la parte semi-interrata di una struttura preistorica, di dubbia funzione, colmata in antico da materiale di scarico quali strumenti in selce e frammenti ceramici, databili al Neolitico finale-eneolitico, 5.500 anni fa circa.
Sia la fornace, sia la fossa preistorica sono state scavate dalla Società Archeologica Tecne di Riccione, in modo da consentire la realizzazione della strada, non vi sono stati inoltre ritardi per l’opera, visto che le lavorazioni si sono svolte in concomitanza”.
“Un importante ulteriore tassello – sottolinea il sindaco Davide Dellonti – per la ricostruzione della nostra storia e per conoscere la localizzazione degli insediamenti preistorici e romani che hanno poi dato vita al nucleo urbano di San Lorenzo in Campo. I reperti sono stati portati al nostro Museo Archeologico del Territorio di Suasa, in attesa di poter essere esposti all’interno dei locali.
Ulteriori notizie potranno essere fornite anche in seguito, nel momento in cui sarà stata conclusa la redazione del documento finale per la Soprintendenza, con rilievi, ricostruzioni tridimensionali e relazioni approfondite. E’ occasione per ringraziare per la collaborazione e la disponibilità prestata, la Dott.ssa Ilaria Venanzoni, funzionario della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche.
I lavori della Variante stanno procedendo regolarmente ed entro l’autunno saranno conclusi”.