Lo spettacolo, con l’interpretazione e la regia di Massimo Popolizio , è ambientato in una claustrofobica casa alla periferia di Londra e ritrae un vero e proprio “Gruppo di famiglia in un interno”, dove si innesca una spirale di tensioni e desideri repressi. In questo soffocante contesto casalingo, la cui solitudine è spezzata solo da continue liti familiari, ritroviamo il padre Max (Massimo Popolizio), ex macellaio e frequentatore di ippodromi, con i suoi figli Lenny (Christian La Rosa), un trentenne ex “pappa” che si vanta di avventure erotiche violente con tendenze mitomani, e Joey (Alberto Onofrietti), il fratello più giovane aspirante pugile professionista ma il più fragile della famiglia; insieme a loro convive lo zio Sam (Paolo Musio), che guida un taxi non suo e vive a spese del fratello Max, subendone i continui rimproveri.
viene sconvolto dall’arrivo notturno del figlio Teddy (Eros Pascale), affermato professore di filosofia, che dopo sei anni torna dall’America con l’enigmatica moglie Ruth (Giorgia Salari), madre dei loro tre figli, presentandola al padre, allo zio e ai fratelli. Unica figura femminile in un contesto maschile, Ruth accende desideri e scatena dinamiche conflittuali, facendo evolvere la sua apparente fragilità in una strategia di controllo e potere che incrina l’isola di solitudine domestica e la trasforma da vittima passiva in carnefice. Accettando la proposta di prostituirsi e usando la mercificazione del proprio corpo come strumento consapevole per esercitare il dominio sugli altri, Ruth si rivela una forza destabilizzante che sovverte l’ordine familiare e sociale.
Ciò che accadrà ribalterà l’equilibrio già precario di quella famiglia. Il cinismo, la cattiveria, l’humor di Pinter raggiungono la massima espressione in questa opera del 1964, dalla struttura quasi cinematografica, che Massimo Popolizio traduce in una messinscena “pericolosamente” divertente, muovendosi tra umorismo e tragedia con un ritmo quasi da “spartito emotivo e linguistico”, per svelare le tensioni psicologiche e i silenzi eloquenti tipici della scrittura pinteriana. Con un approccio radicale e innovativo Popolizio affronta questo testo, fondamentale del teatro contemporaneo, portando alla luce le sue inquietanti verità sulla natura umana e sulle dinamiche di potere all’interno della famiglia.
La traduzione del testo è di Alessandra Serra, in scena con Massimo Popolizio ci sono Christian La Rosa, Paolo Musio, Alberto Onofrietti, Eros Pascale, Giorgia Salari, le scene sono di Maurizio Balò, i costumi di Gianluca Sbicca, i costumi di Giorgia Salari di Antonio Marras, le luci di Luigi Biondi, il suono di Alessandro Saviozzi. La produzione dello spettacolo è di Compagnia Orsini, Teatro di Roma / Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano / Teatro d’Europa, in collaborazione con AMAT e Comune di Fabriano.
FABRIANO-TEATRO GENTILE martedì 9 dicembre ore 21
Biglietti da 8 a 25 euro in prevendita QUI
BIGLIETTERIA TEATRO GENTILE 0732 3644
aperta due giorni precedenti lo spettacolo dalle ore 16 alle ore 19; il giorno di spettacolo dalle ore 19
INFO
Città di Fabriano Assessorato alla Cultura 0732 709223 – 0732 709319 | www.comune.fabriano.an.it
INFO AMAT 071 2072439 [lunedì – venerdì orario 10 – 16]
L’acquisto on line comporta un aggravio del costo in favore del gestore del servizio e non consente di accedere alle categorie di riduzione.
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