Il piano redatto dalla Regione Marche si attiene alle indicazioni di legge e conferma le misure già adottate lo scorso anno in base a dati che confermano valori simili a quelli del 2016. L’atto fornisce anche alcuni indirizzi da applicare nelle ordinanze sindacali in modo da garantire omogeneità degli interventi su tutto il territorio. I Comuni dovranno a questo punto adottare le misure limitative tramite propri provvedimenti.
Attualmente il sistema di monitoraggio della Regione Marche è conforme alle quote previste dalla direttiva 155 del 2010 e ai parametri definiti dalle successive linee guida per la determinazione del numero e della tipologia delle centraline. In base a una serie di criteri come la dimensione del territorio, la densità della popolazione e le attività antropiche sono attive nella regione 17 punti di rilevamento.
Sei si trovano nei fondi urbani di Ascoli Piceno, Macerata Collevario, Ancona Cittadella, Pesaro, Chiaravalle e Urbino. Quattro sono state collocate nei fondi rurali di Civitanova, Ripatransone, Montemonaco e Genga. Tre sono centraline industriali in funzione a Falconara Marittima nei pressi della Raffineria Api. Quattro centraline di traffico sono attive a Fano, Jesi, Fabriano e San Benedetto.
Nella logica del miglioramento del monitoraggio, è in via di definizione con il Comune di Ancona il posizionamento di una nuova centralina del traffico. A dicembre 2017 la Regione ha chiesto formalmente al Comune di Ancona di individuare un referente ufficiale per definire il posizionamento. L’incontro tra i tecnici dei due enti è previsto per domani.
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