L’opera era collocata originariamente nella chiesa di San Rocco, uno dei luoghi di culto nel centro storico di San Severino Marche.
Nel lontano giugno 1811 il dipinto era stato requisito dal governo napoleonico e trasferito a Milano per finire, da ultimo, nella chiesa di Santo Stefano di Osnago. Da qui mercoledì 30 dicembre la tela è partita alla volta di un laboratorio specializzato con sede a Milano a seguito di un’autorizzazione ministeriale al restauro funzionale al ritorno della stessa opera in città.
Ad occuparsi del recupero sarà la bottega di Luigi Parma.
Il Comune di San Severino Marche ha lanciato nei mesi scorsi una campagna di fundraising tra enti, associazioni e privati e ha collaborato alle pratiche per la stipula di una convenzione tra Comune, Pinacoteca di Brera e Arcidiocesi di Camerino – San Severino, destinata a regolare le condizioni per il trasferimento, il deposito, la custodia e la valorizzazione della prezioso gioiello d’arte.
Fin dal 2001 l’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, chiedendo la collaborazione del Comune, ha avviato un dialogo con la Pinacoteca di Brera e le Sovrintendenze per i beni architettonici e artistici competenti, al fine di trasferire in custodia, proprio presso la chiesa di San Rocco, il dipinto di Roncalli la cui proprietà risulta essere della Pinacoteca di Brera.
Insieme al restauro del dipinto sarà sottoposta al recupero anche la cornice che attenderà il ritorno del capolavoro a San Severino Marche.
L'Opinionista © since 2008 - Marche News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
n. reg. Trib. Pescara n.08/08 - Iscrizione al ROC n°17982 - p.iva 01873660680 a cura di A. Gulizia
Contatti - Archivio - Privacy - Cookie
SOCIAL: Facebook - X