“Si tratta di una misura necessaria per riconoscere un contributo a chi ha perso l’automobile o il furgone – ha detto il presidente Acquaroli – Una misura che viene attuata per la prima volta a seguito di una calamità, con risorse regionali, poiché le procedure della Protezione civile nazionale non prevedono contributi per gli autoveicoli persi a causa di un’alluvione. La gravità e l’estensione di quanto accaduto, che si può paragonare a un vero tsunami, ci ha invece indotto a prevedere questa forma di indennizzo che può contribuire, se non altro, in parte, a una prima ripresa per cittadini e lavoratori che hanno perso il proprio veicolo”.
Questa mattina il vicecommissario, Stefano Babini, ha trasmesso ai sindaci dei comuni più colpiti dall’alluvione la richiesta di fornire le prime indicazioni sui mezzi andati persi o che sono riparabili.
“La ricognizione servirà per stimare numericamente i mezzi che sono andati distrutti – ha aggiunto Babini – Abbiamo richiesto i dati ai Comuni più danneggiati, ma invito i Comuni limitrofi, nei quali dovesse essere andato distrutto un veicolo a causa dell’alluvione, di contattare la struttura per comunicare l’entità dei danni”.
Sono in fase di accreditamento i primi fondi stanziati dal Governo per avviare le procedure di ristoro dei danni ai privati e alle imprese e per le somme urgenze degli enti locali
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