Nei precedenti parti la donna non aveva avuto alcun problema. Invece nell’ultimo caso, quando si era presentata per un monitoraggio, era emerso che il feto non aveva più battito e dunque un caso di morte in utero. Nella fase di induzione del parto vaginale, una procedura scelta per tutelare la salute riproduttiva della donna, le condizioni della 35enne sono invece precipitate e ogni tentativo di rianimarla è stato inutile.
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