La Guida Articolata in cinque capitoli, la guida è una vera e propria monografia su questi preziosi luoghi, saliti oggi al centro dell’attenzione mediatica e di un numero crescente di visitatori. Pertanto, lo scopo primario di questo lavoro è focalizzare l’attenzione sul valore storico, naturalistico e anche antropologico che questi ambienti hanno, a partire dall’Abbazia di Valfucina, antichissimo e potente insediamento monastico di cui oggi resta solo qualche memoria materiale. Il secondo capitolo è dedicato a Elcito, castello inespugnabile, sorto a difesa del monastero nel punto strategico di dominio della fertile vallata.
La sezione successiva tratta invece del Canfaito, pianoro a quota 1.100 metri, con la mirabile faggeta, mentre il quarto capitolo esamina gli aspetti peculiari della “Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito”, istituita proprio per preservare la formidabile biodiversità che caratterizza questi luoghi, legando la propria funzione anche alla salvaguardia della storia antica e recente, tra cui merita particolare attenzione la guerra di Liberazione dal nazifascismo che in queste valli ha visto i combattimenti più aspri che si sono avuti nelle Marche. Il quinto e ultimo capitolo vuole contribuire a ristabilire le antiche relazioni che esistevano, fin dall’epoca feudale, con gli altri castelli e abbazie che coronano l’area del monte San Vicino, punto geografico di riferimento dello spartiacque tra la più nota Sinclinale Camertina e quella della Valle di San Clemente.
Perché Elcito ha questo nome dal sound vagamente spagnoleggiante? Da quando e perché
viene definito “il Tibet delle Marche”? Se sul nome Elcito è caduto da tempo il mistero, derivando questo da “Elce”, nome arcaico del Leccio, se molti possono ricordare la performance dei monaci tibetani che nel 2001 scesero nella piazzetta dal monte la Pereta, forse non tutti sanno che nel secolo XIX il 16 agosto – giorno del patrono San Rocco – nella piazzetta di Elcito si teneva la curiosa “Fiera dei Garzoni”, che mobilitava persone da tutto il circondario. I ragazzi in età da lavoro si proponevano in quell’occasione come aiutanti nella pastorizia o nell’agricoltura, a seconda delle proprie attitudini, rivelate dal tipo di bastone che recavano quel giorno in mano.
Sono questi gli argomenti trattati nei paragrafi e in alcuni “box” di approfondimento del volume, che illustrano alcune le novità emerse dalle ricerche eseguite in occasione della sua stesura. Uno di quelli descrive il cabreo del ‘700, scoperta di recente nell’archivio diocesano di Sanseverino, che ci aiuta a scoprire l’antica viabilità dell’area, le sorgenti, i toponimi ancora in uso e ci testimonia come l’attuale Comunanza agraria di Elcito esista da oltre settecento anni e che amministri oggi le stesse proprietà fondiarie da allora. Altre scoperte recenti rivelate nella guida sono la posizione della Torre del Castello, ancora esistente agli inizi dell’Ottocento e demolita prima della fine di quel secolo.
Antichi documenti, suffragati da recenti scavi, hanno permesso di fare l’ipotesi sulla pianta e sulle dimensioni della chiesa abbaziale di Valfucina, oggi ridotta ad una piccola cappellina rurale: nell’epoca di massimo splendore dell’Abbazia aveva una pianta “a Tau” e dimensioni
ragguardevoli, almeno triple di quella odierna.
Leggendo il volume si scoprirà che, oltre al notissimo “foliage”, Canfaito offre ben altro in ogni stagione. Prima di tutto il faggio più vecchio delle Marche, il cosiddetto “Patriarca” e, soprattutto, una ricca biodiversità animale e vegetale, i cui valori sono illustrati in un nuovo percorso di visita a tappe per grandi e piccini, “Il Regno di Blu”, che mette a fuoco le peculiarità del pianoro. Una sezione del volume individua le specie di funghi rilevate nell’area in anni di ricerche dal gruppo micologico jesino.
Tra le altre curiosità che la guida svela, ci sono le vicende che hanno riguardato l’erezione della Croce del Monte San Vicino e che la vetta del monte è un preciso riferimento, un
turning point, per il volo a vista degli aerei militari.
L’autore Luca Maria Cristini è architetto libero professionista per vocazione e pubblicista per passione: si occupa di restauro di edifici storici, di riqualificazione urbana e di allestimento d’interni.
Da sempre coltiva una passione per questi luoghi ed è stato tra i promotori dell’istituzione della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito e membro del primo
Comitato di Gestione.
Nel 2007 è stato insignito, con le squadre di Legambiente, del Premio Rotondi per i salvatori dell’Arte e nel 2008 ha ricevuto il Premio CreativaMente nella sezione: “La fantasia al potere”. È stato docente nell’Accademia di Belle Arti di Macerata e Direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche. Dal 2023 è consulente del GAL Sibilla per l’animazione del PSR e di UniMc per la ricostruzione degli edifici storici danneggiati dal sisma.
Attualmente sta promuovendo studi e ricerche scientifiche che portino a un corretto approccio nella conservazione dei veicoli storici, sognando di poter avviare una scuola di formazione artigiana finalizzata a questa attività.
Oltre a numerosi articoli e saggi, ha pubblicato: Ireneo Aleandri 1795-1885 – L’architettura del Purismo nello Stato Pontificio (Electa 2004), Mosè Di Segni medico partigiano (Riserva naturale dei Monti San Vicino e Canfaito 2011, 2023), La Roccaforte del Buon Gusto (Affinità elettive 2018), San Severino Vescovo di Settempeda (Hexagon 2019), Scherza coi Fanti e lascia stare i Santi (Hexagon 2019).
ELCITO
Il piccolo Tibet delle Marche
di Luca Maria Cristini
Claudio Ciabochi editore, Fabriano, 2025 – collana “Marche in tasca”
Presentazione di Denis Cingolani, Presidente della Riserva naturale Regionale del Monte San
Vicino e del Monte Canfaito
La prima vera guida turistica di Elcito, con l’Abbazia di Valfucina e Canfaito
Caratteristiche tecniche
Pagine 192
Illustrazioni 190 a colori e in b/n
Formato 11,5 x 20, rilegato filo refe
ISBN 978-88-98879-87-8
Prezzo € 9,50
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