Extra

Pensioni gennaio 2026: chi riceverà un assegno più basso nonostante la rivalutazione

Pensioni di gennaio 2026: non tutti vedranno aumenti. Ecco perché alcuni assegni potrebbero risultare più bassi.

Il mese di gennaio, per chi percepisce una pensione, è tradizionalmente associato alla rivalutazione degli importi. È il momento in cui entra in gioco l’adeguamento all’inflazione e molti pensionati attendono il primo cedolino dell’anno con l’aspettativa di trovare qualche euro in più. Tuttavia, anche nel 2026 questo scenario non sarà uguale per tutti. Anzi, per una parte dei beneficiari il nuovo anno potrebbe iniziare con un assegno più leggero rispetto a dicembre, nonostante la rivalutazione prevista. Una situazione che può sembrare paradossale, ma che in realtà si ripete con una certa regolarità.

Pensione di gennaio 2026 più bassa: perché può accadere

La rivalutazione delle pensioni resta confermata anche per gennaio 2026. Il meccanismo segue le regole ormai consolidate: l’INPS applica gli aumenti sulla base del tasso di inflazione stabilito dall’Istat, secondo le percentuali previste dalla normativa. L’adeguamento è pieno solo per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo. Oltre questa soglia, l’aumento viene ridotto: al 90% per la parte compresa fino a cinque volte il minimo e al 75% per gli importi superiori.

Considerando un’inflazione stimata intorno all’1,4%, gli incrementi mensili saranno piuttosto contenuti. In molti casi, l’aumento risulterà quasi impercettibile. Ed è proprio qui che entra in gioco l’altro lato della medaglia: i conguagli fiscali.

Pensione di gennaio 2026 più bassa: perché può accadere – marchenews24.it

Il vero fattore che può portare a una pensione più bassa a gennaio è il conguaglio Irpef. Anche i pensionati, infatti, sono soggetti al pagamento delle imposte, e l’INPS agisce come sostituto d’imposta. A inizio anno l’Istituto ricalcola quanto è stato trattenuto nel corso dell’anno precedente e verifica se le imposte versate sono state sufficienti.

Se le trattenute risultano inferiori al dovuto, scatta il conguaglio a debito. Questo significa che l’INPS recupera le somme mancanti direttamente sulla pensione, riducendo l’importo netto del cedolino di gennaio. Una situazione che può verificarsi, ad esempio, quando nel corso dell’anno precedente sono stati percepiti arretrati di pensione, magari a seguito di una ricostituzione dell’assegno. A incidere sono anche altre voci tipiche di inizio anno, come la ripresa delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta ordinaria, che a gennaio tornano a pesare sull’importo mensile.

In genere, il recupero delle somme avviene in modo rateizzato e non in un’unica soluzione, soprattutto per chi percepisce pensioni inferiori a 18.000 euro lordi annui. Questo non elimina però il rischio di ritrovarsi, proprio nel mese degli aumenti, con una pensione più bassa rispetto a dicembre.

Share
Pubblicato da:
TooBee

L'Opinionista © since 2008 - Marche News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
n. reg. Trib. Pescara n.08/08 - Iscrizione al ROC n°17982 - p.iva 01873660680 a cura di A. Gulizia
Contatti - Archivio - Privacy - Cookie
SOCIAL: Facebook - X