L’indagine ha preso avvio lo scorso 29 settembre, quando un pensionato di 64 anni del luogo si è presentato presso la Stazione Carabinieri per sporgere denuncia-querela in merito a un raggiro subito durante l’acquisto di un motore rigenerato per veicoli su una piattaforma di vendita di autoricambi online.
La vittima ha riferito che, dopo aver inserito i propri recapiti sul sito web, era stata contattata da un sedicente impiegato dell’azienda. L’interlocutore, trasmettendo un contratto apparentemente regolare, aveva indotto l’acquirente a effettuare un bonifico istantaneo pari a 1.220,00 euro. Ottenuto il pagamento, il venditore aveva rinviato la consegna della merce con pretestuose dilazioni, fino a rendersi irreperibile.
Gli accertamenti e i riscontri eseguiti dai militari dell’Arma hanno consentito di ricostruire nel dettaglio l’articolato modus operandi: l’indagata, sostituendosi illegittimamente al reale titolare della ditta di ricambi attraverso la creazione di un falso sito internet e la falsificazione della visura camerale – nella quale aveva inserito il proprio nome al posto del socio effettivo – aveva tratto in inganno la vittima unitamente, incassando indebitamente la somma pattuita.
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