Stiamo per lasciare il mese di Settembre, il mese che chiude l’estate con calma e tepore, il mese concreto che spegne l’enfasi e la feste continua e riporta sui banchi, nelle postazioni, che ridona nuovi inizi quasi un capodanno di fine anno. Eppure è così, settembre funge da gennaio estivo, funge da spartiacque e crede fermamente ad un bell’autunno pieno e rigoglioso e allora scalda l’aria, abbrevia le giornate ma con mitezza e con ragionevolezza, senza brusche sferzate e impennate ma con beltà d’animo.
Quella carezzevole brezza, quel languore che se ne va aprendo nuovi spiragli impegnativi.
E poi ecco ottobre, il mese che si apre con Santa Teresa di Lisieux, poi il 2 ottobre si celebrano i Santi Angeli Custodi, San Gerardo e San Francesco d’Assisi e tanti altri.
Ottobre il mese che si inaugura con le castagne in terra, le foglie gialle e arancio, l’uva sulle tavole, il mese che dona tempra e riporta le tazze calde fumanti nei bar, il mese che ci apprestiamo a vivere.
Eccoci con la speranza che ogni cuore si apra alla pace, che le relazioni si ritrovino e fiorisca il meglio dell’umanità sofferente e delirante. Che ottobre ci prepari buone storie.
Monica Baldini




