Negli ultimi anni la giurisprudenza ha chiarito con precisione le condizioni in cui è possibile ottenere un risarcimento per tradimento.
La questione, da sempre delicata e complessa, interessa molti coniugi che si trovano ad affrontare la fine di un matrimonio non solo dal punto di vista emotivo, ma anche giuridico e patrimoniale. Il Tribunale di Treviso, tra gli altri, si è pronunciato più volte su questi temi, evidenziando come il diritto italiano tuteli il coniuge leso non solo attraverso l’addebito della separazione, ma anche mediante il risarcimento danni per violazioni gravi dei diritti fondamentali della persona.

Nel diritto di famiglia italiano, i coniugi sono soggetti a precisi doveri reciproci, tra cui spiccano la fedeltà, l’assistenza morale e materiale, la coabitazione e la collaborazione. La violazione di tali doveri può portare all’addebito della separazione, una condizione che comporta conseguenze quali la perdita del diritto all’assegno di mantenimento o di alcuni diritti successori. Tuttavia, non è sufficiente dimostrare un tradimento per ottenere automaticamente l’addebito: è necessario provare che la condotta del coniuge abbia causato la crisi matrimoniale e che sia stata consapevole e imputabile a chi l’ha posta in essere.
Diverso è il discorso del risarcimento del danno non patrimoniale, che può essere richiesto quando il comportamento infedele ha leso diritti fondamentali costituzionalmente protetti, come la salute, l’onore o la dignità personale. Secondo la sentenza della Corte di Cassazione n. 6598 del 7 marzo 2019, il risarcimento può essere ottenuto anche in assenza di addebito della separazione, purché si dimostri che il tradimento abbia provocato una sofferenza tale da superare la soglia della tollerabilità.
Condizioni per ottenere il risarcimento in caso di infedeltà
Il risarcimento per tradimento non si basa solo sulla prova del fatto in sé, ma richiede che la condotta del coniuge abbia determinato un danno grave e accertabile. In particolare, occorre dimostrare che:
- il comportamento ha violato un diritto fondamentale della persona, come la salute psicofisica o la dignità;
- il danno subito è reale, grave e documentabile, ad esempio con certificazioni mediche riguardanti ansia, depressione o altre conseguenze psicologiche;
- la condotta è stata consapevole e reiterata, non occasionale.
Un caso emblematico è quello in cui il coniuge tradito subisca umiliazioni continue o vessazioni tali da compromettere il proprio equilibrio psicologico. Anche in presenza di una separazione consensuale, in queste circostanze è possibile avviare una causa civile autonoma per ottenere un risarcimento del danno non patrimoniale.
Va sottolineato che il risarcimento non può essere richiesto nel corso del procedimento di separazione, che segue un iter speciale e non contempla domande risarcitorie. Chi intende tutelare i propri diritti deve quindi intraprendere un giudizio civile ordinario distinto, in cui sia provato il nesso causale tra la condotta del coniuge e il danno subito.

Il giudice chiamato a decidere sull’importo del risarcimento deve operare una valutazione equitativa, tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto senza applicare schemi rigidi o tabelle standard. Il Tribunale di Treviso, nella sentenza n. 201/2025, ha ribadito che ogni situazione è unica e va analizzata nel suo contesto specifico.
Tra i fattori da considerare figurano:
- la durata e la modalità del tradimento;
- il contesto in cui si è verificato, ad esempio se l’infedeltà è avvenuta in un ambiente lavorativo condiviso;
- il livello di sofferenza e l’impatto sui diritti fondamentali della persona lesa.
Questa impostazione mira a garantire una tutela adeguata e proporzionata, evitando uniformità che non rispecchierebbero la complessità delle vicende personali.
Il ruolo del Tribunale di Treviso e gli sviluppi procedurali
Il Tribunale di Treviso, che ha sede nello storico Palazzo del Tribunale di piazza Duomo, uno dei monumenti architettonici più significativi del Veneto, rappresenta un punto di riferimento per molte controversie di diritto familiare nella regione. Recentemente, ha ribadito l’importanza di una valutazione attenta e personalizzata nei casi di risarcimento per tradimento, sottolineando come la giustizia debba tenere conto delle peculiarità di ciascun caso.
Inoltre, il Tribunale ha ricordato le specifiche procedure amministrative e giudiziarie in atto, in linea con le innovazioni introdotte negli ultimi mesi, come l’entrata in funzione del nuovo applicativo SPEDIGIUS per la gestione delle spese di giustizia, previsto per maggio 2025, che ha migliorato la trasparenza e l’efficienza dei procedimenti.
L’attenzione al dettaglio e alla personalizzazione del giudizio è quindi un elemento chiave nell’evoluzione della tutela del coniuge tradito, che oggi può contare su strumenti giuridici più precisi e articolati per difendere i propri diritti fondamentali anche dopo la fine del rapporto matrimoniale.




