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Nel 2026 si potrà andare in pensione come se la Fornero fosse sparita: ecco i fortunati

La riforma delle pensioni Fornero, in vigore dal 2012, ha profondamente modificato il sistema previdenziale italiano.

Nel 2026, nonostante il quadro normativo rigido, esistono ancora alcune eccezioni che permettono a determinati lavoratori di andare in pensione con criteri simili a quelli antecedenti alla riforma, quasi come se la legge Fornero non fosse mai stata applicata.

Prima dell’introduzione della riforma Fornero, era possibile accedere alla pensione con 20 anni di contributi a 65 anni o addirittura a 60 anni di età, oppure con 40 anni di contributi indipendentemente dall’età. Esistevano inoltre le pensioni di vecchiaia differenziate tra uomini (65 anni) e donne, con queste ultime che potevano andare in pensione anche a 60 o 61 anni nel settore pubblico. Le pensioni di anzianità, senza limiti di età, e la quota 96 (somma di età e contributi) consentivano ulteriori modalità di uscita anticipata dal lavoro.

Pensioni 2026: come si può andare in pensione senza rispettare i nuovi requisiti Fornero (www.marchenews24.it)

Con la legge Fornero, entrata in vigore nel 2012, tali requisiti sono stati sensibilmente inaspriti, con pensioni anticipate che oggi richiedono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, oltre all’introduzione di finestre temporali di attesa prima dell’erogazione della pensione, e un possibile ulteriore innalzamento previsto tra il 2027 e il 2028.

Nonostante ciò, il 2026 riserva ancora alcune possibilità per uscire dal lavoro senza sottostare ai requisiti più severi. Ad esempio, la quota 41 per i lavoratori precoci consente un pensionamento anticipato senza limiti di età con 41 anni di contributi, avvicinandosi così alle condizioni pre-Fornero. Questa misura è però riservata a categorie specifiche quali caregivers, invalidi, disoccupati e lavoratori impiegati in mansioni gravose o usuranti, che abbiano almeno un anno di contributi versati prima dei 19 anni di età.

Ape Sociale e pensione anticipata contributiva: strumenti per anticipare la pensione

Un altro strumento che nel 2026 permette di anticipare l’uscita dal lavoro è l’Ape sociale, una forma di pensionamento anticipato riservata a categorie vulnerabili, che consente di andare in pensione con 63 anni e 5 mesi di età e una carriera contributiva di almeno 30 o 36 anni, a seconda dei casi. Questa misura è stata confermata anche nella recente legge di Bilancio e riguarda gli stessi gruppi di lavoratori tutelati dalla quota 41, con l’eccezione degli addetti ai lavori usuranti.

Inoltre, esiste la pensione anticipata contributiva che permette di andare in pensione a 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi versati, ma solo per chi ha un calcolo interamente contributivo, ovvero per chi non ha contributi versati nel sistema retributivo. Questa modalità richiede che l’assegno pensionistico sia almeno pari a tre volte l’assegno sociale, con eventuali riduzioni per le donne in base al numero di figli.

Le pensioni di anzianità e la quota 96: cosa è cambiato dopo la legge Fornero(www.marchenews24.it)

Prima della riforma, le pensioni di anzianità permettevano di andare in pensione con 40 anni di contributi senza limiti di età, mentre la quota 96 consentiva il pensionamento anticipato con 35 o 36 anni di contributi e un’età intorno ai 60-61 anni. Oggi, queste modalità sono state sostituite o limitate dalla riforma Fornero e dalle sue successive modifiche.

Tuttavia, alcune eccezioni, come la quota 41 per i precoci e l’Ape sociale, consentono ancora di aggirare parzialmente i criteri più restrittivi, permettendo a chi rientra in queste categorie di anticipare la pensione con requisiti simili a quelli del passato.

La riforma Fornero, infatti, era stata concepita nel contesto della crisi finanziaria europea e del debito sovrano italiano, con l’obiettivo di mettere in sicurezza i conti previdenziali nazionali e garantire la sostenibilità del sistema pensionistico nel lungo termine. Di conseguenza, ha previsto l’innalzamento dell’età pensionabile e l’adeguamento automatico ai parametri di aspettativa di vita, oltre alla revisione delle finestre per l’accesso alle prestazioni.

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Pubblicato da:
TooBee

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