Tuttavia il tempo della convalescenza doveva comunque essere occupato in qualche modo, cosicchè, tra una seduta di fisioterapia e l’altra, il cantautore ha scritto molto, vergando taccuini e quaderni con gli abbozzi di nuove canzoni (quelli che lui chiama zigoti), racconti, poesie e stringendo sinergie con altri artisti, vicini e lontani.
Il parallelo con un certo Bob Dylan, che nel lontano 1966 ebbe un incidente motociclistico, dal quale scaturì uno dei più importanti album del cantautore statunitense, è stato intrapreso ironicamente proprio da Luca Orsini, che già dal proprio letto di ospedale, con diversi post su Facebook, avvertiva i propri fan e amici di essere pronto a tornare sul palco con un nuovo show, probabilmente extraconiugale, atto quindi a rilanciare soprattutto la propria attività live da solista, attraverso uno spettacolo piuttosto sperimentale, ma non per questo meno accattivante e divertente.
Orsini è tornato a pescare, come aveva già fatto nel 2006 con “Lou Corsini and The Luwaks”, nel mare magnum delle bande di paese, cooptando qui legni e ottoni, e ha spostato parte della propria attenzione verso software per la produzione di musica elettronica. Anche la scelta delle locations subirà delle modifiche sostanziali: in accordo con il management dei Coniugi Orsini, si sceglieranno altresì dei luoghi “non convenzionali”, per le esibizioni autunnali dell’autore ascolano. Seguite attentamente i passi di questo artista miracolato e non ve ne pentirete, con l’arrivo dei primi freddi, arriveranno anche concerti roventi.
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