Morte Pamela, ergastolo per Oseghale: i commenti

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MACERATA – I giudici della Corte d’Assise di Macerata dopo oltre cinque ore di camera di consiglio hanno emesso la sentenza di condanna per Innocent Oseghale, 30enne pusher nigeriano accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro: ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi  per omicidio e occultamento di cadavere .La  violenza sessuale è stata assorbita dalle aggravanti.

La sentenza di condanna è stata accolta tra gli applausi.

“Avevamo chiesto l’ergastolo ed ergastolo è stato”. E’ il  commento del procuratore di Macerata Giovanni Giorgio che  ha ringraziato i collaboratori della Procura, i magistrati, gli avvocati, anche quelli della difesa.

“E’ stato un lavoro duro – ha aggiunto – c’è stata tanta pressione mediatica, ma noi abbiamo cercato sempre di tenere i piedi per terra”.

Michele Roberti, comandante provinciale dei carabinieri di Macerata  esprime la sua soddisfazione

16 mesi dopo lo sconcertante ritrovamento dei resti della giovanissima Pamela Mastropietro, oggi una sentenza esemplare ha sancito le responsabilità dell’autore delle atrocità subite da Pamela. Il miglior modo di rendere omaggio a lei e alla sua famiglia, aver lavorato ininterrottamente sotto l’attenta direzione del Procuratore Giorgio e della Dottoressa Ciccioli, per ricostruire gli avvenimenti che hanno portato al tragico epilogo. Una grande dimostrazione di prontezza di reazione ed efficienza della “squadra” Stato, con Procura, Tribunale e organi Investigativi del Comando Provinciale di Macerata che non si sono risparmiati in nulla.
 Ai carabinieri che hanno condotto le indagini in occasione del 205 annuale della Fondazione dell’Arma, nel corso della cerimonia che si terrà presso il Cdo Provinciale di Macerata sarà conferito un Encomio del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, per l’occasione ho chiesto al Signor Procuratore di consegnare personalmente il premio a chi con lui ha strettamente collaborato in questi mesi.

MEDICO LEGALE REGIMENTI, “OSEGHALE CONDANNATO, FINALMENTE ARRIVA GIUSTIZIA”

“La condanna all’ergastolo e a 18 mesi di isolamento diurno del nigeriano Oseghale restituisce alla memoria di Pamela Mastropietro la dignità che merita ed è il giusto epilogo di un processo che poteva concludersi solo in questo modo, con la massima pena, perché le prove a suo carico erano schiaccianti”. Lo ha detto il medico legale Luisa Regimenti, consulente di parte civile della famiglia Mastropietro, commentando la sentenza emessa dalla Corte di Assise di Macerata, nel processo al pusher nigeriano Innocent Oseghale, accusato di aver violentato e ucciso la 18enne romana, di averne smembrato il cadavere e rinchiuso i resti in due trolley, poi abbandonati nella campagna maceratese, il 31 gennaio del 2018.

“E’ stato un processo molto doloroso per la famiglia di Pamela – ha proseguito Regimenti – e che ha destato scalpore nell’opinione pubblica per l’efferatezza del crimine messo in atto. Personalmente non ho mai avuto dubbi sulla colpevolezza di Oseghale. Abbiamo fornito ampia documentazione con risultati tecnico-scientifici evidenti, esami istologici e istochimici effettuati con sistemi all’avanguardia e altamente specialistici. Tant’è che anche la Procura ha ritenuto inutile una nuova perizia medico-legale integrativa, così come avevano richiesto i difensori del nigeriano. E’ stato lui a uccidere Pamela, con due fendenti da arma bianca al livello del nono e decimo spazio intercostale. L’ho detto in aula nel corso della mia deposizione e l’ho ribadito in più occasioni. Oggi la Corte, con questa condanna, conferma la bontà del nostro lavoro”.

“La giustizia è arrivata puntuale – ha concluso Regimenti – e sono contenta per i genitori di Pamela e per lo zio e suo legale, l’avvocato Marco Valerio Verni, che hanno profondamente sofferto. La verità è stata ristabilita”.