A ottant’anni dal 25 Aprile 1945, lo storico Raoul Paciaroni e suo figlio Lorenzo, giornalista, hanno approfondito la vicenda di Depangher, un partigiano triestino e combattente antifascista che, dopo vent’anni di persecuzioni e confino, ha guidato tra l’8 settembre 1943 e il 1 luglio 1944 (data della Liberazione di San Severino Marche) una delle più importanti e strutturate formazioni della Resistenza marchigiana. A seguito di quella vittoriosa esperienza, a furor di popolo, fu nominato primo sindaco della città liberata, carica che ricoprì nei difficili mesi dell’immediato dopoguerra.
Gli autori sottolineano come “poi, un improvviso silenzio, per certi aspetti anche misterioso, ha avvolto Mario Depangher, trascinandolo in un oblio durato decenni, che ha impedito una narrazione completa della sua vicenda personale. Un silenzio che chiedeva di essere interrotto”.
Il volume offre anche un’opportunità unica per conoscere la situazione socio-economica e politica di San Severino Marche all’alba della democrazia, tra epurazioni mancate, difficili rapporti con gli alleati, infrastrutture e geopolitica, il ruolo di donne, partigiani e clero. Attraverso ricerche archivistiche, documenti perlopiù inediti e fotografie dell’epoca, il libro accompagna il lettore in un viaggio in quella San Severino che “sembra così lontana, eppure, a ben vedere, appena dell’altro ieri.”
Raoul e Lorenzo Paciaroni, padre e figlio, da anni indagano le vicende del periodo della Seconda Guerra Mondiale nel territorio settempedano. Su questo tema hanno già pubblicato: “Una lunga scia di sangue. La guerra e le sue vittime nel Sanseverinate (1943-1944)” (2014), “La Resistenza sanseverinate nelle medaglie” (2015), “Una notte di guerra. I tragici eventi del 12 giugno 1944 a Sanseverino” (2019), “Elcito 1944. Tre cadaveri non identificati” (2021) e “Memorie di guerra” (2022).
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