Marche, riunione in Regione per l’Agricoltura: altri 11 milioni per area sisma

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ANCONA – Oltre 11 milioni di nuovi fondi da destinare alle aree sisma che si aggiungono ai 35 milioni già impegnati e la semplificazione dell’accesso ai relativi bandi, la reintegrazione nelle rotazioni della coltivazione della bietola da zucchero e la creazione del distretto biologico regionale e dei distretti dei prodotti locali e certificati. Questi gli argomenti trattati ieri dal tavolo per l’Agricoltura con i rappresentanti e le associazioni di categoria che si è riunito con il vicepresidente e assessore all’agricoltura Mirco Carloni.

Un incontro molto fruttuoso nella massima collaborazione – ha detto l’assessore – Abbiamo concordato che i 5,5 milioni del piano di rilancio in area sisma più i 4 milioni accantonati dai fondi regionali ordinari saranno destinati allo scorrimento della graduatoria degli aiuti per gli investimenti delle aziende agricole dell’area sisma “.

Inoltre 1,5 milioni saranno destinati per i piccoli investimenti delle aziende zootecniche, e 300 mila euro per le domande di ristrutturazione dei castagneti da frutto.

“Faremo scorrere le graduatorie e nel frattempo in vista dei prossimi bandi continueremo a cercare tutti i modi per rendere sempre più accessibili le misure semplificando gli iter” ha sottolineato Carloni.

Altrettanto importanti gli altri due argomenti trattati. Gli operatori hanno espresso il loro consenso sulla volontà dell’assessorato, sostenuta anche dal presidente Acquaroli, di rilanciare la coltivazione della bietola da zucchero incentivando il suo reinserimento nelle rotazioni agricole ipotizzando un contributo ad ettaro in de minimis.

“Si tratta – ha specificato Carloni – di un tentativo di creare una nuova prospettiva per una coltivazione che nelle Marche vanta una lunga storia e che in futuro potrebbe prevedere anche un impianto di trasformazione”.

Unità di intenti anche per la creazione di un unico distretto regionale del biologico fortemente voluto dall’assessore Carloni: “Siamo la regione più biologica d’Italia e questo è un grande orgoglio, un’eccellenza di cui tutta la collettività può andare fiera – ha proseguito -. Possiamo vantare una sensibilità e una attenzione alla biodiversità che viene da lontano. Per questo motivo ritengo sia essenziale giocarci questa opportunità tutti insieme, dai piccoli coltivatori ai grandi player in un unico distretto forte e in grado di creare aggregazione e qualificare ulteriormente i nostri prodotti nel mondo. Fare tanti piccoli distretti significherebbe disperdere le energie, renderci deboli e poco significativi sui mercati. La Regione ha già stanziato 100 mila euro per la creazione di un distretto unico a dimostrazione di quanto ci creda. L’auspicio e evitare gli errori e le divisioni che hanno caratterizzato altri settori. Il biologico è un brand orizzontale molto forte in grado di tenerci uniti e far crescere insieme il territorio. Infine abbiamo proposto anche la creazione dei distretti dei prodotti locali certificati per creare zone omogenee dove fare formazione, promozione e aggregazione mettendo insieme la filiera dalla produzione, alla vendita e alla somministrazione”.