Il Piano punta sull’aumento della produzione da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, con una preferenza per tetti, aree industriali e zone già urbanizzate, ma anche in mare. Tra le misure previste ci sono incentivi all’autoconsumo, lo sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili, la nascita di tre hydrogen valleys e interventi per rendere più efficiente l’uso dell’energia in abitazioni, imprese, trasporti e reti elettriche.
Il documento, realizzato con il supporto scientifico dell’Università Politecnica delle Marche, rappresenta la road map che guiderà la transizione energetica della Regione da qui al 2030, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e rendere il sistema energetico più sostenibile e autonomo.
“Con questo Piano – spiega l’assessore all’Energia e Fonti Rinnovabili, Andrea Maria Antonini – vogliamo dare un segnale concreto: la transizione non è solo un dovere ambientale, ma anche un’opportunità economica e sociale. Più rinnovabili significa meno costi per famiglie e imprese, più autonomia energetica e sviluppo di filiere locali legate all’innovazione”.
fissa l’obiettivo di installare 2,3 GW di nuova potenza rinnovabile entro il 2030, con una netta prevalenza del fotovoltaico (75% del totale). Di questa nuova capacità, quasi 1 GW dovrà essere realizzato entro il 2026. La Regione è già in linea con questo percorso: nel 2023 erano stati installati 0,24 GW. Per raggiungere questi traguardi sarà necessario destinare circa 25 km², pari allo 0,25% del territorio regionale. La priorità sarà data all’installazione di impianti fotovoltaici su tetti, aree industriali e urbanizzate, allo sviluppo dell’eolico – compreso quello off-shore nel mare Adriatico – e all’espansione dell’agrivoltaico avanzato, che avrà un impatto contenuto, interessando solo lo 0,23% della superficie agricola utilizzata.
Un altro obiettivo fondamentale è ridurre il deficit elettrico regionale: oggi le Marche producono solo il 35% dell’elettricità che consumano. Con le misure previste dal Piano, il divario si ridurrebbe dal 65% del 2023 al 22% entro il 2030.
Oltre alla produzione, il Piano promuove anche un uso più consapevole dell’energia, sostenendo le Comunità Energetiche Rinnovabili e prestando particolare attenzione ai territori interni e alle fasce più fragili della popolazione.
la mappatura delle aree idonee per le rinnovabili; lo sviluppo di tre hydrogen valleys (due in provincia di Ancona, una in quella di Ascoli Piceno) per produrre idrogeno verde; la transizione energetica dei porti e del settore della raffinazione; il potenziamento delle reti elettriche e il contrasto alla povertà energetica.
“Stiamo costruendo un percorso che guarda al futuro – conclude Antonini – un piano che mette insieme ambiente, sviluppo e partecipazione. La transizione non sarà imposta dall’alto, ma frutto di scelte fatte con cittadini e territori”.
Il Piano è stato condiviso con le associazioni di categoria. Dopo le opportune verifiche e revisioni è stato ora adottato per avviare la procedura di valutazione ambientale strategica e di incidenza.
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