Ad avviare gli accertamenti che hanno condotto al fermo sono stati gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata nell’approfondire una pratica di richiesta di ricongiungimento familiare presentato tre anni addietro da una donna moldava in cui esibiva il documento d’identità del marito emesso da un comune della provincia sulla base di una carta d’identità rumena, quindi comunitaria, risultata falsa.
I coniugi infatti, entrambi moldavi, avevano messo in atto un artifizio con la quale speravano di ottenere i benefici concessi ai cittadini comunitari iniziato con l’esibizione del marito, trentenne, incensurato e residente in provincia di Macerata, di una falsa carta di identità rumena attestante la cittadinanza UE ottenendo l’iscrizione anagrafica presso l’ufficio anagrafe di un Comune della Provincia maceratese e il conseguente rilascio della carta d’identità italiana. Il nuovo documento italiano, attestante la cittadinanza rumena e comunitaria, veniva quindi utilizzato dalla moglie per presentare la richiesta alla Questura di Macerata e il rilascio del permesso di soggiorno in qualità di familiare di un cittadino appartenente all’Unione Europea.
Le attività di indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata e svolte congiuntamente dagli investigatori della Squadra Mobile e dal personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, sono culminate con la perquisizione personale e domiciliare della coppia di coniugi eseguita presso il loro domicilio sito in provincia di Macerata permettendo il rinvenimento e il conseguente sequestro di una carta d’identità rumena manifestamente contraffatta.
La coppia veniva accompagnata in Questura per i rilievi fotodattiloscopici e veniva riscontrata dal personale specializzato nel falso documentale l’infondatezza del documento di riconoscimento.
In conseguenza di ciò l’uomo veniva tratto in arresto per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi, posto agli arresti domiciliari e, in conseguenza della convalida svolta presso il Tribunale di Macerata, è stato posto a disposizione dell’Ufficio Immigrazione per l’avvio della procedura di espulsione dall’Italia.
La donna, 28 enne, anch’essa moldava, oltre ad essere deferita all’Autorità Giudiziaria per avere simulato la condizione di familiare di cittadino appartenente all’Unione Europea esibendo la carta d’identità italiana rilasciata al marito per chiedere e ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno per sé e per i figli minorenni quale familiare U.E., che è stato chiaramente ritirato, stante la sua accertata irregolarità sul territorio nazionale, veniva munita del decreto di espulsione dall’Italia emesso dalla Prefettura di Macerata.
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