MACERATA – Ieri presso la Chiesa “San Giorgio” di Macerata, il Comandante Provinciale Carabinieri di Macerata, Colonnello Raffaele Ruocco, ha celebrato la ricorrenza della Virgo Fidelis, Celeste Patrona dell’Arma dei Carabinieri, con la Santa Messa officiata dal Vescovo di Macerata, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Nazzareno Marconi, alla quale hanno partecipato S.E. il Prefetto di Macerata Dott. Giovanni Signer, il Vice Sindaco di Macerata, Francesca D’Alessandro, il Sig. Procuratore della Repubblica, Dott. Giovanni Narbone, i vertici provinciali delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa Italiana, nonché molti comuni cittadini.
Alla cerimonia hanno anche partecipato una rappresentanza dei Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata con i loro familiari e i soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni d’Arma.
Il Vescovo Nazzareno Marconi, nel corso della celebrazione, commentando il brano evangelico delle Nozze di Cana, ha offerto una riflessione profonda sul ruolo della Vergine Maria e, a partire da esso, sul servizio svolto quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri.
Nell’omelia, il Vescovo ha evidenziato come l’episodio evangelico riveli lo sguardo materno, attento e autorevole da parte di Maria. È lei la prima ad accorgersi della difficoltà: “il vino è finito”. È lei che, con fiducia piena, si rivolge a Gesù, certa che avrebbe trovato una soluzione. Ed è sempre lei a individuare coloro che avrebbero collaborato al compimento del miracolo: i servitori che riempirono d’acqua le giare.
Maria – ha osservato il Vescovo – si rivela così coordinatrice silenziosa ed efficace di tutti gli elementi che porteranno al miracolo dell’acqua trasformata in vino. La sua è una presenza discreta ma decisiva, capace di leggere la realtà e di attivare le persone giuste al momento opportuno.
Partendo da questa immagine evangelica, il Vescovo ha voluto tracciare un significativo parallelismo con il servizio dell’Arma dei Carabinieri. Come Maria a Cana, anche i Carabinieri, e in modo particolare i Marescialli dei piccoli comuni, Comandanti di Stazione, sono chiamati a “stare dentro le situazioni”, a vivere quotidianamente accanto alla gente, ad ascoltare, osservare, comprendere e intervenire.
La loro vicinanza costante alle persone permette di accorgersi per primi dei problemi e di cercare soluzioni efficaci e tempestive.
Il Vescovo ha riconosciuto che, nella società contemporanea, strumenti come i sistemi di videosorveglianza rappresentano un valido supporto alle attività investigative. Tuttavia, ha sottolineato, nessun occhio elettronico potrà mai sostituire lo sguardo umano del Carabiniere.
Non si può sostituire l’intelligenza della mente e del cuore con l’intelligenza artificiale, così come non si può paragonare l’occhio elettronico allo sguardo umano. Proprio grazie a questo sguardo umano, empatico e capace di relazioni, l’Arma ha saputo creare nel tempo una rete territoriale solida e preziosa, collaborando con tutte le istituzioni secondo le rispettive competenze.
Questa rete – ha proseguito il Vescovo – costituisce la peculiarità dell’Arma dei Carabinieri e, più in generale, delle forze dell’ordine italiane: uno stile fatto di prossimità, di dialogo, di capacità di coinvolgere la cittadinanza, ma soprattutto di uno “sguardo lungo” in grado di intuire i problemi e cercare soluzioni prima che diventino situazioni gravi o disperate.
In conclusione, il Vescovo ha espresso un sentito ringraziamento all’Arma dei Carabinieri per il servizio quotidiano svolto a favore della popolazione, per la loro presenza vigile e discreta sul territorio, per i valori autentici che continuano a trasmettere di generazione in generazione e per quello sguardo umano che, come quello di Maria, sa cogliere i bisogni e intervenire con competenza e umanità.
Il Colonnello Raffaele Ruocco, al termine delle celebrazioni, ha ringraziato il Vescovo per l’onore riservato, anche quest’anno, celebrando la solenne liturgia e per le parole rivolte all’Arma nel corso dell’omelia, che hanno aperto i cuori a riflessioni profonde sul senso della vita e sul servizio.
Ha poi ringraziato per la loro partecipazione gli ospiti intervenuti, le autorità provinciali, i Carabinieri in servizio e in congedo, le vittime del dovere, le vedove dell’Arma, i rappresentanti delle associazioni professionali a carattere sindacale, i cittadini di Macerata
Il Comandante Provinciale ha ricordato che nella giornata odierna l’Arma dei Carabinieri festeggia la sua Patrona, ma nel contempo si celebrano anche il ricordo della “Battaglia di Culqualber” e la “Giornata dell’Orfano”.
Il Col. Ruocco ha continuato “Stringerci attorno alla Virgo Fidelis richiama un aspetto importante della nostra dimensione di Comunità. La festa del patrono è quella intorno a cui solitamente si raduna un paese, quella occasione che sollecita il ritorno di chi se ne è allontanato, che ne alimenta l’orgoglio e ne connota in maniera significativa l’identità. Oggi i Carabinieri di Macerata e i Carabinieri d’Italia sono Comunità attorno alla Virgo Fidelis”.
La Battaglia di Culqualber – un episodio storico avvenuto nel Corno d’Africa in cui per il sacrificio di valorosi Carabinieri la bandiera dell’Arma è stata insignita della più alta onorificenza – esprime la peculiarità dell’Arma stessa che, come allora, strenuamente continua a difendere i presidi assegnati, ogni giorno fedele alla consegna ricevuta anche “fino alla morte”, come riportato sul libro che reca tra le mani la Virgo Fidelis. E, purtroppo, quest’anno più di un episodio ha rammentato che quel “fino alla morte” non è eventualità remota o relativa a fatti datati che prendono posto in pagine di storia ingiallite dal tempo.
Infine la Giornata dell’orfano rammenta i vincoli di solidarietà che tengono salda l’Arma dei Carabinieri. Attraverso un Ente morale dal 1948 si dà assistenza agli Orfani sino al compimento degli studi, facendo loro giungere costantemente in ogni parte d’Italia il calore di un’intera Istituzione.
Il Colonnello Ruocco ha concluso affidando alla Virgo Fidelis un giovane Carabiniere che sta vivendo una difficilissima situazione di salute, chiedendo a tutti una preghiera.




