Decorazioni e consumi natalizi: come ridurre l’impatto in bolletta con luci a LED e buone abitudini.
natalizio riempie case e strade di luci, colori e profumi intensi come cannella e mandarino. Ma insieme alla magia delle feste, il mese di dicembre porta spesso un aumento improvviso dei consumi energetici. Gli addobbi, il riscaldamento acceso più a lungo, le cene con tanti ospiti e l’uso intensivo degli elettrodomestici possono incidere parecchio sulla bolletta.
Capire quanto consumano davvero le luci di Natale e quali accortezze adottare per ridurre gli sprechi è fondamentale per vivere le festività in modo più sostenibile. Le tecnologie di oggi, come le luci a LED o i timer programmabili, offrono strumenti concreti per decorare casa senza rinunciare all’atmosfera. Anche piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono generare un risparmio significativo.
Le luminarie natalizie sono tra i simboli più amati del periodo festivo. Ma se non si presta attenzione alla tipologia e all’uso, possono aumentare sensibilmente i consumi. Fortunatamente, oggi le luci a LED hanno quasi completamente sostituito le vecchie catene a incandescenza. A parità di utilizzo, le prime consumano fino al 90% in meno, traducendosi in un risparmio concreto. Una stringa da 500 luci a LED accesa ogni giorno costa meno di un euro al mese, contro gli oltre 11 euro delle lampadine tradizionali.
Chi possiede ancora vecchie luci dovrebbe valutare la sostituzione con modelli a basso consumo, magari dimmerabili o alimentati a energia solare, ideali per decorare terrazzi e giardini. Anche la gestione degli orari di accensione fa la differenza: lasciarle accese tutta la notte o durante il giorno quando c’è luce naturale è del tutto inutile. Collegarle a un timer automatico permette di dimenticarsene e ridurre gli sprechi senza sforzo.
Un altro consiglio pratico è sfruttare la luce decorativa degli addobbi per creare atmosfera, evitando di accendere altre lampade in casa. Nelle ore serali, soprattutto durante i momenti di relax, la sola luce delle luminarie può bastare per illuminare l’ambiente. Anche se si rinuncia all’effetto “villaggio di Babbo Natale”, utilizzare meno decorazioni luminose porta a consumi più bassi. Per compensare l’effetto visivo, si possono usare superfici riflettenti o materiali che amplificano la luce.
Il Natale è sinonimo di cucina accesa: tra dolci, piatti elaborati e forni sempre in funzione, gli elettrodomestici lavorano a pieno ritmo. Ma proprio in questo ambito si annidano gli sprechi maggiori. Evitare il preriscaldamento quando non necessario, spegnere il forno dieci minuti prima della fine della cottura per sfruttare il calore residuo, o ancora usare piastre e lavastoviglie con programmi ecologici sono scelte che riducono l’impatto in bolletta senza rinunciare alla tradizione.
Durante i pasti, è utile rimuovere i residui dai piatti a mano per evitare il prelavaggio in lavastoviglie. Anche la selezione del ciclo può incidere: quelli eco consumano meno acqua e energia, anche se durano di più. Queste abitudini, se adottate da tutte le famiglie, ridurrebbero sensibilmente i consumi nazionali in questo periodo.
Il riscaldamento merita un discorso a parte. Con più persone in casa, la temperatura si alza naturalmente, quindi si può abbassare il termostato di qualche grado. Un solo grado in meno equivale fino al 10% di risparmio sul totale dei costi di riscaldamento. Anche quando si parte per qualche giorno dopo le feste, abbassare la temperatura aiuta a contenere le spese. Chi ha installato sistemi smart può controllare la temperatura da remoto, alzandola prima del rientro.
Guardando più lontano, investire in energie rinnovabili è una strada sempre più accessibile. Pannelli fotovoltaici e pompe di calore sono ormai alla portata di molti, anche grazie a incentivi statali come il Bonus Fotovoltaico 2024 promosso dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Oggi questi strumenti non sono più solo per pochi: possono trasformare la casa in un ambiente più efficiente tutto l’anno, non solo a Natale.
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