L’evento costituirà la base d’avvio per toccare con mano il fascino e gli splendori di quest’arte a cominciare da quei secoli che tutto sono fuorché bui. Base d’avvio di ipotesi progettuali che vedranno altri appuntamenti e il coinvolgimento di varie componenti tra cui il Liceo Artistico Edgardo Mannucci e gli operatori di settore perché la cultura e l’artigianato divengano finalmente volano di crescita.
L’iniziativa trae spunto dalla tradizione orafa di alto livello che si è sviluppata in città dove l’orafo Lucagnolo di Ciccolino raggiunse i più alti vertici della sua arte suscitando l’invidia del ben più famoso Benvenuto Cellini.
La serata vuole lanciare un altro messaggio che è quello del pieno coinvolgimento di ogni cittadino nell’amore per quanto il proprio tessuto urbano offre. E chi più di Enrico Bernardi, punto di riferimento di uno dei quartieri storici nonché vivaci di Jesi può esserne il testimonial. Un testimonial che si fa carico dell’importanza della coesione e della riqualificazione necessaria al buon vivere ipotizzando un utilizzo mirato degli spazi con la creazione di una pinacoteca all’aperto, di marciapiedi disegnati con i giochi di una volta, di interscambio tra le varie etnie per arricchimento reciproco e non chiusura o rifiuto. E sarà lui, con il sassofonista (per passione, in realtà è un ortopedico) Benedetto Mezzanotte ad aprire e chiudere la serata con le canzoni di Zucchero e Ivano Fossati, in pieno collegamento del passato col presente.
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