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“Non solo Oscar”, a Jesi il concerto dell’Orchestra Sinfonica della Scuola Pergolesi

JESI – Domenica 21 settembre alle ore 21:00, il palcoscenico del Teatro Pergolesi si prepara ad accogliere nuovamente l‘Orchestra Sinfonica della Scuola Musicale Pergolesi per uno spettacolo straordinario, che si inserisce nella programmazione del Festival Pergolesi-Spontini 2025. Il ritorno sul palco dell’ensemble arriva dopo il grande successo ottenuto nelle edizioni precedenti.

Il sodalizio artistico tra l’Orchestra e la Fondazione, che si è rafforzato nel tempo attraverso eventi monografici incentrati su grandi maestri della composizione cinematografica quali Ennio Morricone, John Williams e Hans Zimmer, continua il suo percorso con una nuova proposta sempre dedicata alla musica da film.

Gli spettatori avranno la possibilità unica di immergersi nell’ascolto di celebri colonne sonore presentate in versioni orchestrali integrali, tra cui composizioni che trovano raramente spazio nei programmi concertistici, attraverso orchestrazioni che di rado è possibile ascoltare dal vivo nella loro forma completa per grande formazione sinfonica.

“Non solo Oscar ” è il titolo di un viaggio musicale “partito” già nel 2024 che si inserisce nel percorso del festival intitolato “Viaggi e miraggi”.

Si tratta di un itinerario musicale e narrativo pensato per esplorare il confine tra realtà e visione, tra radici e desiderio di altrove. Racconta storie di persone in movimento: chi parte per scoprire nuovi mondi, chi cerca qualcosa che forse non esiste, chi si lascia alle spalle la propria casa per inseguire un sogno. Con loro si viaggia verso terre lontane e mondi perduti, attraversando il tempo e lo spazio alla ricerca dell’ignoto.

A raccontare musicalmente questo viaggio, articolato in cinque quadri, saranno musiche straordinarie che hanno fatto la storia del loro genere.

Il programma

si apre con uno sguardo sugli eroi della terra e della natura, protagonisti indissolubilmente legati ai luoghi che abitano e difendono: dalle brughiere scozzesi di Braveheart (James Horner), dove coraggio e appartenenza nascono dal paesaggio, alle praterie di Balla coi lupi (John Barry), in cui l’incontro con i nativi smonta pregiudizi e ridefinisce il concetto di “civiltà”. Lo stesso asse “terra-identità” prosegue con L’Ultimo dei Mohicani (Trevor Jones – Randy Edelman): musica di slancio e malinconia per una stirpe al tramonto. Qui il viaggio è insieme geografico e morale, e il titolo del quadro evidenzia proprio questa alleanza tra natura, memoria e valori.

Il fil rouge di Viaggi e miraggi ci conduce verso gli avventurieri dell’impossibile, per i quali la meta non è soltanto un luogo esotico, ma la sfida stessa. Raiders of the Lost Ark (John Williams) mette in scena l’archeologia come azione: un labirinto di enigmi in cui ogni motivo musicale è una pista. Il percorso si estende dal deserto ai Nove Regni con Thor: The Dark World (Brian Tyler), dove il mito incontra la realtà e l’impossibile assume le vesti del plausibile. Infine, 1492: Conquest of Paradise (Vangelis) traduce in suono l’orizzonte che da limite si fa promessa: dal tesoro nascosto alla frontiera da inventare, dal rischio alla visione.

Con la musica di Avatar (suite di James Horner e Simon Franglen) si approda a mondi oltre l’immaginazione. Non è evasione, ma una visione alternativa: ecosistemi che “respirano”, legami con la natura che diventano scelta etica. Il viaggio qui è trasformazione: oltre la mappa, oltre il miraggio, verso una nuova appartenenza.

Seguono i viaggi tra le stelle: lo spazio non come sfondo, ma come nuova casa dell’umanità. L’End Title di Star Trek (Jerry Goldsmith) è la grammatica dell’esplorazione ottimista; Star Trek Into Darkness (Michael Giacchino) ne offre la controparte drammatica, dove la scoperta convive con il dubbio. Lo slancio verso il futuro si confronta con la responsabilità che esso comporta.

Il programma si chiude

con viaggi “con licenza di miraggio”, gioco sul lessico bondiano per indicare un attraversamento tra identità multiple, maschere e seduzione del rischio. Skyfall (Adele / Paul Epworth) racconta la frattura e la rinascita dell’eroe; il James Bond Theme (Monty Norman) ribadisce il marchio sonoro di uno stile riconoscibile in ogni latitudine. E quando l’azzardo si fa pura sfida, Mission: Impossible (Lalo Schifrin) ricorda che l’impresa è anche coordinazione, ritmo e ironia: il “miraggio” è superare l’improbabile facendo sembrare tutto inevitabile.

Il testo della rappresentazione è firmato da Giampiero Solari, autore e regista teatrale e televisivo con oltre quarant’anni di carriera. Nato a Lima e formatosi al Piccolo Teatro di Milano, ha fondato nel 1981 la compagnia Te-Atro e ha insegnato recitazione e regia alla Scuola Civica Paolo Grassi. Ha diretto opere di grandi autori come Shakespeare, Molière e Pinter, collaborando con attori di rilievo tra cui Paolo Rossi, Claudio Bisio e Marina Confalone.

Parallelamente al teatro, ha lavorato in televisione e musica, firmando programmi per Rai 3 e spettacoli per Sony Records con artisti come Enzo Jannacci e Vinicio Capossela. Ha curato regie per Virginia Raffaele, Claudia Gerini e Giorgio Panariello, coniugando comicità e sperimentazione scenica. È stato direttore artistico del Teatro Stabile delle Marche e Assessore ai Beni Culturali della Regione. Nel 2023 ha fondato il PAC – Performing Arts Center di Pesaro, dedicato alla formazione teatrale. La sua regia si distingue per la contaminazione tra linguaggi, la centralità dell’attore e l’attenzione al valore poetico e sociale del teatro.

Voce recitante

sarà Paola Galassi, regista e attrice con una carriera ricca e trasversale nel teatro e nella televisione italiana. Ha debuttato con Giorgio Strehler in produzioni storiche come La Tempesta e Arlecchino servitore di due padroni, lavorando come mimo e violinista. Ha collaborato come assistente alla regia in importanti produzioni liriche con registi come Scaparro, Crivelli e Soleri.Negli anni ’80 ha avviato un lungo sodalizio con Aldo, Giovanni e Giacomo, firmando regie per numerosi comici italiani, tra cui Claudio Bisio, Sabina Guzzanti e Geppi Cucciari. In televisione è stata capo progetto di Buona la Prima su Italia 1, con Ale e Franz.

Nel 2023 ha fondato il PAC – Performing Arts Center di Pesaro insieme a Giampiero Solari, dedicandosi alla formazione teatrale per tutte le età. La sua visione artistica valorizza la creatività libera e il costume come strumento narrativo ed espressivo.

Il concerto è diretto da Stefano Campolucci, che ha curato anche gli arrangiamenti dei brani. A completare l’ensemble, il coro della Scuola Musicale Pergolesi, sotto la guida di Luca Mancini, e la voce solista di Cristina Paglione daranno vita alle interpretazioni.

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Redazione Marchenews24

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