L’INPS ha ufficialmente pubblicato il bando per l’assegnazione di 968 borse di studio universitarie per l’anno accademico 2023-2024.
Questa iniziativa rappresenta un sostegno economico fondamentale per chi si distingue negli studi universitari, contribuendo a coprire spese come tasse, libri, materiali didattici e alloggio.
Le borse di studio INPS per l’anno accademico 2023-2024 prevedono un importo fisso di 2.000 euro, indipendentemente dal tipo di corso frequentato. Il contributo è rivolto agli studenti iscritti a corsi di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico, nonché a coloro che seguono corsi di specializzazione post lauream, inclusi Conservatori, Istituti musicali parificati e Accademie di Belle Arti, oltre a corsi universitari all’estero riconosciuti in Italia.
L’importo viene erogato in un’unica soluzione e non è cumulabile, nello stesso anno accademico, con altri contributi analoghi di valore superiore al 50% dell’importo della borsa, per garantire una distribuzione equa delle risorse.
Possono partecipare al bando gli studenti maggiorenni che siano figli o orfani di dipendenti pubblici o pensionati iscritti da almeno un anno alle gestioni INPS specificate, con un’età massima di 32 anni al momento della scadenza della domanda. È necessario essere in regola con il percorso accademico, avendo superato gli esami previsti con una media ponderata minima di 24/30 per i corsi di laurea e un voto di laurea non inferiore a 92/110 per i corsi di specializzazione.
La graduatoria viene stilata combinando il valore ISEE del nucleo familiare con il merito accademico: a parità di punteggio complessivo, si dà priorità allo studente con ISEE più basso e, in caso di ulteriore parità, al più giovane anagraficamente. Particolare attenzione è riservata agli studenti con disabilità e agli orfani, che ricevono punteggi aggiuntivi.
La domanda deve essere presentata esclusivamente online tramite il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, nell’area dedicata alle prestazioni welfare. Le domande saranno accettate dal 29 gennaio 2026, ore 12:00, fino alle ore 12:00 del 2 marzo 2026. È indispensabile che lo studente presenti preventivamente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’ISEE 2026, poiché il valore economico inciso sulla graduatoria viene acquisito automaticamente dall’INPS.
Una volta inviata la domanda, non sarà possibile modificarla, se non presentando una nuova istanza entro i termini. L’esito sarà consultabile nella propria area personale del sito INPS.
Nonostante il bando INPS rappresenti un aiuto concreto, il tema delle borse di studio universitarie resta critico in molte regioni italiane. In Emilia Romagna, ad esempio, si è registrata una situazione di emergenza: per la prima volta dopo tredici anni, una quota significativa di studenti idonei non ha ricevuto alcun finanziamento a causa di fondi statali insufficienti.
L’assessore regionale al Diritto allo studio, Giovanni Paglia, ha riferito che la Regione ha recuperato risorse aggiuntive per coprire il 93% degli aventi diritto, ma ha sottolineato che il calo dei finanziamenti nazionali – che nel caso dell’Emilia Romagna è passato da 31 a 15,9 milioni di euro nel PNRR – rende impossibile una copertura totale. Questo deficit colpisce soprattutto le matricole, la cui crescita del numero degli idonei è aumentata del 18% rispetto agli anni precedenti.
La situazione ha generato proteste da parte di collettivi studenteschi come Cambiare Rotta, che ha organizzato presidi e incontri pubblici chiedendo garanzie immediate per gli studenti che rischiano di dover sostenere le spese di affitto senza il supporto della borsa di studio. Critiche sono state mosse anche all’Università di Bologna, invitata a intervenire autonomamente per aiutare le matricole più esposte.
Dal punto di vista politico, la Senatrice Accademica Arianna Castronovo ha evidenziato come il problema principale sia la carenza di fondi pubblici, non i criteri di selezione, e ha sollecitato un maggior impegno da parte del Governo per sostenere il diritto allo studio. Similmente, Sinistra Universitaria ha attribuito la responsabilità al taglio delle risorse statali, sottolineando che la Regione ha fatto quanto possibile ma che la copertura rimane insufficiente.
Per gli studenti interessati al bando 2025, è importante segnalare che le domande per le borse di studio universitarie saranno aperte dal 30 gennaio al 10 marzo 2026, sempre tramite il portale INPS Prestazioni Welfare. Restano invariati i requisiti e le modalità di presentazione, con la necessità di avere un ISEE aggiornato e la documentazione in regola.
L’INPS ha inoltre implementato nuove funzionalità digitali per semplificare l’accesso e la gestione delle pratiche, invitando gli utenti a utilizzare il sistema SPID e le identità digitali riconosciute per garantire sicurezza e rapidità nelle procedure.
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