Con l’avvicinarsi delle scadenze fiscali, cresce l’interesse verso le novità riguardanti l’IMU 2025, soprattutto per le agevolazioni.
Nel contesto attuale, in cui la crisi abitativa spinge a incentivare forme di affitto più accessibili, il legislatore ha confermato e ampliato le possibilità di riduzione dell’imposta municipale propria, con vantaggi che possono arrivare fino al 75% per chi sceglie contratti di locazione a canone concordato. Vediamo quali sono le principali misure nazionali e locali che rendono più sostenibile il pagamento dell’IMU per proprietari e inquilini.
Tra le misure più rilevanti per il 2025 spicca la riduzione del 75% dell’IMU per gli immobili dati in locazione con contratti a canone concordato. Questa forma contrattuale, che prevede tariffe calmierate concordate tra associazioni di proprietari e inquilini, è stata pensata per favorire l’accesso alla casa e contrastare l’emergenza abitativa, incentivando i proprietari a mettere a disposizione immobili non utilizzati evitando così il fenomeno degli alloggi sfitti o dedicati agli affitti brevi a uso turistico.
Un’altra agevolazione significativa riguarda il comodato d’uso gratuito degli immobili concessi a parenti in linea retta di primo grado, ossia genitori o figli. In questo caso si applica una riduzione del 50% dell’IMU, a condizione che il contratto di comodato sia regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate, il proprietario risieda nel Comune dove si trova l’immobile e che non abbia più di due abitazioni nello stesso Comune. Lo stesso sconto del 50% è riconosciuto anche ai pensionati residenti all’estero, purché in Paesi convenzionati con l’Italia.
Oltre alle riduzioni previste a livello nazionale, molti Comuni hanno adottato misure aggiuntive per incentivare l’utilizzo e la valorizzazione degli immobili sul proprio territorio. Un caso emblematico è quello del Comune di Sarzana, che nel 2024 ha introdotto uno sconto del 30% sull’IMU per i locali commerciali sfitti che vengono affittati. Questa iniziativa è finalizzata a rilanciare il centro storico, contrastare lo spopolamento e favorire l’apertura di nuove attività commerciali, contribuendo così al recupero urbano e alla vitalità economica del territorio.
Tali strategie potrebbero essere replicate da altre amministrazioni comunali che intendono utilizzare l’IMU come strumento di politica sociale e urbanistica, adattando aliquote e sconti alle esigenze specifiche del proprio territorio. Il fenomeno degli immobili vuoti rappresenta infatti una perdita economica importante, soprattutto nelle aree periferiche e nelle piccole realtà locali, dove la riqualificazione e la rivitalizzazione degli spazi sono priorità emergenti.
Un ulteriore incentivo da non trascurare è lo sconto del 20% per i contribuenti che scelgono la domiciliazione bancaria dell’IMU, previsto dal Decreto “Rilancio”. Per beneficiare di questa agevolazione, è necessario autorizzare un addebito permanente sul conto corrente entro il 16 giugno, ossia prima della scadenza dell’acconto IMU. Tale procedura semplifica la gestione fiscale e garantisce una maggiore regolarità nei pagamenti, sebbene la riduzione non sia automatica ma subordinata a specifiche delibere comunali.
Per conoscere con precisione le agevolazioni applicabili nel proprio Comune è fondamentale consultare le delibere locali, pubblicate ufficialmente attraverso il portale del federalismo fiscale. Dal 2025, infatti, tutti i Comuni devono adottare un prospetto standardizzato per la definizione delle aliquote IMU, che viene trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per la pubblicazione.
I dati aggiornati a maggio 2025 indicano che ben 7.019 Comuni su 7.896 hanno già definito le proprie aliquote con il nuovo sistema. Per accedere alle informazioni, basta visitare il sito del MEF, inserire il nome del Comune nell’apposito campo di ricerca e consultare i dettagli su aliquote, riduzioni e sconti disponibili. In questo modo è possibile evitare errori nei pagamenti e sfruttare appieno le opportunità di risparmio offerte dalla normativa.
In un contesto economico in cui il peso fiscale sugli immobili è sempre più significativo, queste agevolazioni rappresentano strumenti preziosi per alleggerire il carico fiscale, favorire la locazione a lungo termine e sostenere la rigenerazione urbana. La possibilità di pagare fino al 75% in meno di IMU grazie a contratti di locazione a canone concordato è un incentivo concreto a mettere a reddito gli immobili e contribuire a risolvere problemi abitativi diffusi sul territorio nazionale.
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