I dipendenti firmavano contratti a tempo determinato per 20 ore di lavoro settimanale, ma in realtà erano impiegati per oltre 11 ore al giorno, sei giorni a settimana; percepivano un salario medio di 750 euro al mese, in alcuni casi restituendo in contanti la differenza tra busta paga dichiarata e quella effettivamente incassata; non fruivano di ferie. Constatate violazioni fiscali per 500mila euro e un imponibile previdenziale non dichiarato per 480mila euro.
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