a conclusione di complessi accertamenti avviati a seguito della querela sporta da un residente, hanno denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria cinque persone (di origine campana di 66, 53, 42, 34 e 28 anni), ritenute responsabili del reato di frode informatica in concorso. L’indagine, basata sull’analisi meticolosa della documentazione bancaria, ha permesso di ricostruire un ingegnoso e subdolo schema criminale.
I truffatori hanno contattato telefonicamente la vittima spacciandosi per operatori del suo istituto di credito. Con il falso pretesto di dover effettuare delle urgenti operazioni di sicurezza, hanno indotto il cittadino a scaricare e installare sul proprio smartphone un’applicazione fraudolenta, graficamente identica a quella originale della banca. Il raggiro si è concretizzato in pochissimo tempo.
Il giorno seguente, notando alcune anomalie nel funzionamento del proprio dispositivo, la vittima ha effettuato l’accesso al proprio servizio di home banking, scoprendo l’amara verità: il conto corrente era stato hackerato. I truffatori avevano disposto vari bonifici per una somma totale di ben 44.000 euro, dirottando i fondi su diverse carte prepagate a loro intestate. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’appello alla massima cautela e ricorda che nessun istituto bancario contatta i propri clienti per far installare applicazioni esterne tramite link telefonici, né richiede mai codici di sicurezza, PIN o password a voce.
Si raccomanda di scaricare le app bancarie esclusivamente dagli store ufficiali del proprio dispositivo. In caso di chiamate sospette, è fondamentale interrompere immediatamente la comunicazione e contattare la propria filiale attraverso i canali ufficiali o chiamare il Numero Unico di Emergenza 112. Ulteriori suggerimenti per difendersi dalle truffe sono disponibili nella sezione “Consigli utili” del sito istituzionale www.carabinieri.it.
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