Fano nel freddo di Novembre

Nel cerulo e grigio del cielo, la città di mare nelle prime ore del pomeriggio è assopita da un freddo glaciale che la avvolge verso l’inverno.

Le strade della passeggiata solcate da un vuoto silenzio e qualche passante si affacciano sulle poco trafficate vie dove qualche macchina scorre veloce.

La sabbia è scarna di ombrelloni e lettini,le onde si infrangono tornano e ritornano con moto continuo senza esaurirsi e segnano la vita che incalza di una altra stagione.

La stagione del rilassamento o forse del distacco, del concentrarsi attorno ai valori di senso, del ritrovarsi a scegliere e selezionare perché la festa estiva è calata.

Per noi gente di mare e di città tutto questo avviene insieme, l’imbrunire delle giornate brevi e silenziose e il trambusto delle luci della sera che si accendono su chi torna dal lavoro, passa da una rotatoria all’interquartieri. Tutto in una giornata in poche ore. Il vestito di Fano che splende in una bella giornata di metà novembre e saluta il sole con i fari e i lampioni del centro vorticosi in fila.

Non c’è nostalgia. C’è un lento piacevole abbraccio che sale dal mare e tocca chi ha la sensibilità di lasciarsi attraversare dal vuoto e dal pieno, dalla riviera ai sampietrini.

Per noi è sempre così.