L’evento chiuderà il festival Terre Alt(r)e che, promosso da Terre in Moto Marche, nelle ultime settimane ha animato Fabriano con incontri, mostre e dibattiti sul postsisma. Alla presentazione, oltre all’autore, parteciperanno anche Antonio Di Giacomo (ideatore e curatore dell’osservatorio sul doposisma Lo stato delle cose) e la giornalista Federica Tourn.
A metà strada tra inchiesta, reportage e racconto personale, Dopo. ripercorre la storia e le storie dei paesi dell’Appennino distrutti dal terremoto e che lentamente stanno svanendo, fino a individuare le tracce di quella che viene ormai comunemente chiamata “strategia dell’abbandono». Il tutto attraverso gli occhi di un cronista – Di Vito ha seguito e segue le vicende del terremoto del 2016/2017 per il quotidiano “il Manifesto” – impegnato sul campo sin dalla notte della prima scossa, il 24 agosto del 2016.
«Ha senso raccontare ancora una volta questa storia? – si domanda Silvia Ballestra nella prefazione a Dopo. – Ha senso, sì. Soprattutto quando, come qui, lo fai con tutti i sentimenti, intesi anche come cura e impegno nel dopo. E quando lo fai anche con tutte le ragioni: prima fra tutte, quella della resistenza».
«Sembra che le scosse non finiscano mai. E invece a un certo punto la terra smette di tremare. Passano i giorni e non succede niente. Il terremoto indietreggia nella gerarchia delle notizie di giornali e telegiornali» scrive Mario Di Vito: «Le cose cambiano, arriva il dopo. La gente si abitua e la storia del terremoto scivola via, diventa uno dei tanti fatti di cui son pieni i rotocalchi dell’impero. Ogni tanto torna a farsi sentire una scossa. Perché solo il terremoto non si scorda mai dei terremotati. La notte dei sopravvissuti, cominciata il 24 agosto, non è mai finita. Ecco. Questo libro vuole rendere giustizia a una storia che è continuata anche quando i riflettori si sono spenti».
Non per caso, allora, tutti i diritti d’autore di Dopo. (pp. 102; 15 euro) saranno destinati a sostegno di iniziative volte a favorire la rinascita socioculturale dei paesi del cratere.
«Dopo. ci racconta la storia infinita di un terremoto negato. A cominciare dal suo dopo» osserva Antonio Di Giacomo nella sua postfazione al libro: «Un dopo che inizia sempre non appena la terra ha smesso di tremare e la polvere che ancora galleggia nell’aria impedisce di mettere a fuoco lo scenario e gli effetti della catastrofe. È questo l’incipit di un dopo del quale conosciamo solo l’inizio. La fine no. Non è nota, se non nella consapevolezza che nulla sarà mai più come prima. Neanche lì – a L’Aquila, per esempio – dove si è tentato di ricostruire tutto dov’era e com’era».
In distribuzione nelle librerie italiane da aprile, Dopo. è già scaricabile gratuitamente in versione Ebook e Epub nella sezione Scritture del portale www.lostatodellecose.com, che ne ha curato la prima edizione in formato digitale, in aggiunta al già corposo lavoro di studio e di ricerca sul fronte fotografico e audiovisivo. Nella sua edizione cartacea, allora, Dopo. è così il primo progetto editoriale curato dall’osservatorio permanente sul doposisma “Lo Stato delle Cose” insieme alla Poiesis editrice con una introduzione della scrittrice marchigiana Silvia Ballestra e una postfazione del giornalista Antonio Di Giacomo.
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