I successivi accertamenti condotti dai Carabinieri, hanno permesso di far luce sull’ingegnoso meccanismo con cui il mezzo è stato sottratto al legittimo proprietario e rivenduto a terzi: un 23enne disoccupato, anch’egli gravato da precedenti, ha presentato una falsa denuncia di smarrimento dei documenti di circolazione e proprietà del veicolo, consentendone la successiva reimmatricolazione.
Successivamente una 33enne titolare di un’agenzia di pratiche auto, che tra l’atro si occupa della esecuzione e registrazione dei passaggi di proprietà, ha attestato falsamente l’autenticità della firma (apposta dal citato 23enne sulla falsa denuncia di smarrimento) del reale proprietario sull’atto di vendita; a questo punto entra in gioco il commerciante 56enne che ha così perfezionato la cessione del mezzo a un ignaro terzo acquirente, trattenendone illecitamente il controvalore economico.
All’esito delle verifiche, i militari hanno formalizzato le seguenti contestazioni: al 56enne, le ipotesi di reato di appropriazione indebita, falsità materiale ed ideologica in atti pubblici; alla 33enne titolare dell’agenzia, l’ipotesi di falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e infine al 23enne, l’ipotesi di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
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