I militari hanno immediatamente proceduto ad effettuare i necessari campionamenti che sono stati successivamente analizzati dall’ARPAM.
Dalle analisi eseguite è emerso che il liquido proveniente dallo scarico era riconducibile ad acque reflue domestiche o urbane, non completamente depurate.
Le indagini esperite hanno consentito poi di risalire all’origine dello scarico di acque reflue domestiche, che è risultato provenire da una palazzina.
Al proprietario dell’immobile è stata contestata una sanzione amministrativa – per scarico non autorizzato – per un importo compreso tra un minimo di €. 6.000 ed un massimo di €. 60.000.
Inoltre è stata notiziata l’autorità amministrativa competente per i successivi provvedimenti di regolarizzazione o chiusura dello scarico.
L’inquinamento del suolo – che molto spesso si ripercuote sul ciclo dell’acqua aumentando le conseguenze negative per l’ecosistema – è una piaga che minaccia in molti contesti l’integrità e la salubrità dell’ambiente.
Il modo più efficace per guarire questo increscioso fenomeno è l’intensificazione costante dei controlli e per questo resta alto il livello di vigilanza ambientale sull’intero territorio provinciale da parte dei Carabinieri Forestali che dall’inizio dell’anno hanno eseguito 110 controlli rilevando 15 irregolarità sia di natura penale che amministrativa, individuandone e sanzionando i responsabili.
All’azione dei militari si unisce l’imprescindibile senso civico dei cittadini, che possono segnalare ai numeri di emergenza 1515 o 112 la presenza di scarichi abusivi e/o anomali in prossimità di aree sensibili per l’ambiente naturale e per la salute pubblica (fiumi, torrenti, laghi, pozzi, sorgenti e litorali marini).
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