Camerino, Nozze Sforzesche tra Alessandro Sforza e Costanza da Varano

Il 28 settembre, nel sagrato della Basilica di San Venanzio Martire, a Camerino, si terrà la rievocazione di questo importante sposalizio rinascimentale nell’ambito del progetto Nozze Sforzesche di WKO-ADA di Pesaro

CAMERINO – La Corsa alla Spada e Palio, con le Soavi Allegrezze dei da Varano e la Militia Bartholomei, aderisce al progetto “Nozze Sforzesche” di WKO-ADA di Pesaro e domenica 28 settembre 2025, a partire dalle ore 16.00 nel suggestivo scenario del sagrato della Basilica di San Venanzio Martire, allestisce il matrimonio di Alessandro Sforza e Costanza da Varano.

L’evento prevede la partecipazione di ospiti importanti e l’esecuzione di danze storiche, tra cui l’Alessandresca, una coreografia creata appositamente da Guglielmo Ebreo da Pesaro per celebrare il matrimonio dei due sposi, che testimonia il raffinato connubio di arte e potere che caratterizzò il periodo.

Matrimonio di Alessandro Sforza e Costanza da Varano

Costanza, figlia di Piergentile da Varano e di Elisabetta Malatesta, nonché cugina di Giulio Cesare da Varano il più noto fra i membri della famiglia che per tre secoli resse le sorti di Camerino e di un vasto territorio, sposò Alessandro Sforza, fratello del più celebre Francesco, futuro Duca di Milano.
Il matrimonio fu celebrato con grande sfarzo sia a Pesaro, città di cui Alessandro era divenuto signore grazie all’aiuto del fratello Francesco e di Elisabetta Malatesta, che a Camerino.
Questo matrimonio rappresentò anche un’importante alleanza politica: univa due potenti famiglie dell’Italia centrale e settentrionale e consolidava il potere degli Sforza nella Marca. Costanza, colta e raffinata, portò in dote non solo prestigio ma anche un forte interesse per le lettere, la musica e l’arte, incarnando l’ideale rinascimentale della donna colta e virtuosa.
Per la celebrazione che si tenne il giorno 8 dicembre 1444 a Camerino nella Rocca di Sentino a guidar le danze giunse Guglielmo Ebreo da Pesaro (poi noto come Giovanni Ambrosio dopo la conversione al Cristianesimo) uno dei più grandi e celebrati maestri di danza del Quattrocento, attivo in quegli anni non solo nelle corti italiane ma anche in quelle d’Oltralpe.
Le sue danze erano pensate per la nobiltà, accompagnate da musica raffinata e caratterizzate da movimenti eleganti, simbolo di armonia, virtù e prestigio.