Ancona, presentata la mostra “Alza il triangolo al cielo”

La mostra  si terrà a Jesi dal 17 al 25 novembre. Bora: “Innovare puntando sulla parità di genere”. Sabbatini: “Dedicata alle nuove generazioni”. Morici: “Stimolo per una ripartenza”

ANCONA – “Elettrica e movimentata”, un’esposizione “non estetica ma che trasmette la voglia di lottare” per la parità di genere. È la mostra: “Alza il triangolo al cielo. Corpi, parole e spazi delle donne in movimento 1968/2018” che si terrà, a Jesi, dal 17 al 25 novembre (Giornata mondiale contra la violenza sulle donne) al Palazzo dei Convegni. Un condensato di storia di battaglie e di emancipazione, presentato oggi in Regione che è “la casa del femminismo, cioè di coloro che vogliono perseguire una vera parità in tutti i settori della vita politica, sociale ed economica, superando le discriminazioni tuttora esistenti”, ha sottolineato l’assessora Manuela Bora. La città di Jesi ospiterà la mostra già esposta all’ex Convento di Santa Cristina di Bologna in occasione del cinquantesimo anniversario del Sessantotto, a cura dall’Associazione Orlando. Si tratta di una mostra tematica e cronologica che racconta il cambiamento dei costumi e del ruolo delle donne, protagoniste della profonda trasformazione culturale e sociale dell’Italia a partire dal 1968.

“Alza il triangolo al cielo è frutto della sinergia tra associazioni di donne e nasce per riallacciare il filo della memoria, raccontando alle nuove generazioni le conquiste più significative dei diritti civili della società italiana”, ha evidenziato Bora. Come Regione Marche, ha detto, “stiamo lavorando per realizzare quel rinnovamento di cui hanno bisogno le istituzioni, perché non è più tempo di lasciare le donne fuori dagli organi decisionali. Le Marche e il nostro Paese hanno necessità delle competenze e delle capacità delle donne. L’approvazione della doppia preferenza non è che un punto di partenza. Dobbiamo proseguire il cammino intrapreso, confrontandoci sulle tante questioni aperte che riguardano le donne, ma anche e soprattutto sulle tante questioni che hanno bisogno di essere affrontate con lo sguardo e le competenze femminili. A partire da un cambio di passo nelle politiche ambientali, del welfare e in quelle economiche: temi che, se affrontati in modo diverso, potranno contribuire, non poco, a rimettere in moto la vita di questo Paese e a restituirci la speranza per il futuro”.

Paola Sabbatini (Casa delle donne Jesi) ha sottolineato come la mostra ripercorra “un periodo storico fondamentale, dal ’68 (anno della contestazione di Miss America per la mercificazione delle donne), agli scioperi mondiali dei movimenti femminili del 2017 e 2018. Una storia invisibile, sempre confinata negli archivi e ora portata alla luce. È una mostra molto accattivante, perché è fatta di manifesti, documenti, foto, proiezioni, di installazioni multicolori: quindi pensata dalle donne per le giovani generazioni”. Selena Morici (attivista e cofondatrice della rete #le ragazze sono in giro) ha parlato di “una mostra che è uno stimolo a monitorare l’evoluzione di genere. Quelli dal 1968 al 2018 sono stati anni di grande fermento politico, normativo, sociale. Anni di cambiamento, di trasformazione con riforme ciclopiche, come la disciplina che regolamenta lo scioglimento del matrimonio nel 1970 e la norma sul matrimonio riparatore abrogata nel 1981. Quella allestita è un’esposizione di corpi, parole e spazi: un contenitore di iniziative che stimola a ripartire da noi stessi, superando l’individualismo per abbracciare la condivisione. Non è, quindi, non un punto di arrivo, ma di ripartenza”.

L’esposizione sarà articolata in quattro ambiti tematici: il sé e le piazze con documenti relativi alle pratiche dell’autocoscienza e alle grandi manifestazioni delle donne negli anni Sessanta. Lotto marzo 1977/2017 è il percorso dedicato alle manifestazioni locali e agli scioperi globali. I luoghi delle donne e Costumi e consumi illustreranno gli spazi pubblici femminili nati per trasmettere saperi, pratiche e reti negli anni Ottanta. La progettazione e la programmazione della mostra vede la partecipazione degli studenti e delle studentesse del Liceo Artistico Mannucci, dell’Itet Cuppari-Salvati, dell’Iis Galilei e del Liceo Scientifico L. Da Vinci.

I documenti e le immagini in mostra provengono dall’archivio di storia delle donne, della Biblioteca italiana delle donne e da altri archivi storici nazionali e internazionali, oltre che dalla documentazione in possesso della sezione cittadina dell’Udi (Unione donne in Italia), della Biblioteca delle donne e del Gruppo donna di Jesi. La mostra, a ingresso gratuito, sarà aperta tutti ii giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00 – Info: casadelledonne.jesi.an@gmail.com