L’articolo fa riferimento al volume “Un qualche piccolo lustro alla Patria comune. Per una storia della Pinacoteca civica Francesco Podesti di Ancona” (editore Edfir) di Caterina Paparello, fermana, ricercatrice e docente di Museologia all’Università di Macerata e del Molise.
La pubblicazione della Paparello – che “scaturisce da una ricerca archivistica e poderosa” – “risale alle fonti, pubblica documenti inediti e ripercorre le vicende che hanno portato la collezione all’odierna sede in Palazzo Bosdari, analizzando tra l’altro l’operato di storici dell’Arte quali Lionello Venturi e Luigi Serra”.
La studiosa, che documenta anche le operazioni dei cosiddetti “monuments men” i quali nella seconda guerra mondiale si adoperarono per mettere in salvo opere di Crivelli Tiziano e Lotto da bombardamenti e possibili razzie naziste , “attesta con il suo lavoro come la Pinacoteca “Podesti” sia stata percepita dagli anconetani quale segno di identità civile, meritevole di accogliere lasciti d’Arte privati”. Un lavoro capillare, dettagliato , di rilevanza scientifica- il primo di tale portata dedicato alla Pinacoteca civica- quella della prof. Paparello . Un onore per la città e per la sua istituzione museale l’attenzione riservatale dal Giornale dell’Arte.
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