Ancona, Convegno sulla Casa del Mutilato

Il 31 ottobre al  Ridotto del Teatro delle Muse

ANCONA – Una storia esemplare quella della Casa del Mutilato di Ancona, che dimostra quanto possono fare i cittadini nel sollecitare le istituzioni a prendersi cura del patrimonio storico-architettonico del nostro Paese.

L’avvio, sette anni fa, di un movimento di opinione, per riportare l’attenzione su un bene di proprietà pubblica in degrado com’era la Casa del Mutilato, si deve ad Alessandra Maltoni, la nipote di uno degli artisti che, negli anni Trenta, contribuirono al decoro del palazzo. Superando ostacoli insormontabili, è riuscita a coinvolgere in questo intento, oltre all’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna e all’Università Politecnica delle Marche, rappresentanti delle istituzioni, personalità politiche e privati cittadini. È nato cosi il “Comitato Storia e Cultura Linfa della Città”, che ha aggregato chi, con diverse motivazioni, ha ritenuto di appoggiare la battaglia intrapresa dalla Maltoni. Sostenuto da una campagna di stampa, ha ottenuto che il palazzo, di proprietà della Regione Marche, fosse ritirato dall’elenco dei beni in vendita e recuperato.

I principali protagonisti di questo percorso virtuoso si confronteranno in un convegno aperto al pubblico, il prossimo 31 ottobre, a partire dalle 10 nel Ridotto delle Muse ad Ancona, per raccontare una significativa pagina di storia di questa città e per discutere le prospettive di recupero e riuso della Casa del Mutilato. Con l’auspicio di aprire una nuova stagione capace di restituire ai cittadini altri beni e luoghi dimenticati.

Tra gli esiti felici di questo percorso, c’è la redazione di due volumi che illustrano sotto vari aspetti la storia dell’edificio, che fu sede, fino al 1972, dell’Associazione nazionale fra Mutilati e Invalidi di guerra. Saranno presentati, e potranno essere acquistati nel corso del convegno, il libro “Casa del Mutilato di Ancona. Un’architettura da scoprire e far rivivere”, che porta la firma, con quella dell’ingegnere Pamela Pigliapoco, del professore Placido Munafò, docente di Architettura tecnica di Univpm, e quello appena pubblicato, “Architettura tra le due guerre. La Casa del Mutilato di Ancona”, a cura di Donatella Biagi Maino, Matteo Cassani Simonetti e Alessandra Maltoni, dell’Università di Bologna.

IL PROGRAMMA

Il convegno si apre alle 10 con i saluti delle autorità: l’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Paolo Marasca, il presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Marche Antonio Mastrovincenzo, l’assessore regionale al Patrimonio Fabrizio Cesetti, i rettori di Univpm e dell’Università di Bologna Sauro Longhi e Francesco Ubertini, e della presidente del Comitato, dottoressa Alessandra Maltoni. Quindi, la giornalista Lucilla Niccolini introdurrà i lavori, ripercorrendo i passi di questa “storia esemplare”.
Seguiranno gli interventi dei relatori, coordinati dal professor Paolo Clini, docente di Rilievo e di Storia dell’Architettura di Univpm. Il professor Antonello Alici, ricercatore di Storia dell’Architettura di Univpm, illustrerà “Piani e progetti per Ancona tra le due guerre”; e il professor Matteo Cassani Simonetti, ricercatore di Storia dell’Architettura dell’ateneo bolognese, tratterà “Tra casa e sacrario. L’architettura della Casa del Mutilato di Ancona”. A seguire, “L’arte mutilata” sarà il tema della professoressa Donatella Biagi Maino, docente di Storia e Teoria del Restauro dell’Università di Bologna; e il professor Stefano Lenci, docente di Scienza delle Costruzioni di Univpm, tratterà della “Vulnerabilità sismica degli edifici storici”. Quindi, Placido Munafò e Pamela Pigliapoco illustreranno i contenuti del libro di cui sono autori, “Casa del Mutilato di Ancona. Un’architettura da scoprire e far rivivere”. Infine, la dottoressa Chiara Mariotti, dell’Università di Bologna, analizzerà i problemi dell’intervento di restauro della Casa del Mutilato.

Nella seconda parte del Convegno, una tavola rotonda, coordinata da Lucilla Niccolini, coinvolgerà la soprintendente all’Architettura, Paesaggio e Beni culturali delle Marche, Marta Mazza, l’assessore alla Cultura della Regione Marche, Moreno Pieroni, la professoressa Patrizia Dogliani, storica dell’arte dell’Università di Bologna, la responsabile anconetana dell’Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra, Silvana Giaccaglia, il commissario dell’Istituto nazionale del Risorgimento italiano, Francesco Paolo Tronca e il presidente dell’Istituto Gramsci, Nino Lucantoni, con lo storico dell’arte Giorgio Petetti, nipote del progettista della Casa, e l’architetto Mauro Tarsetti.