Il Bonus di 1200 euro dell’Inps in arrivo a dicembre: ecco tutti i dettagli su chi può riceverlo e come esserne sicuri.
L’Ape Sociale continua a rappresentare una misura di pensionamento anticipato fondamentale per categorie di lavoratori con particolari esigenze, ma presenta caratteristiche uniche che influiscono sul trattamento economico e fiscale percepito. Tra le novità più rilevanti per i beneficiari di questa prestazione vi è la conferma del riconoscimento del bonus, oggi noto come trattamento integrativo, che a dicembre 2025 si traduce in un conguaglio INPS fino a 1.200 euro sulle pensioni.
Ape Sociale: caratteristiche e limiti del trattamento pensionistico
L’Ape Sociale è una misura accompagnatoria alla pensione di vecchiaia, riservata a lavoratori in condizioni di disagio o con specifiche situazioni di tutela, quali disoccupazione, handicap grave o attività gravose. Dal 1° gennaio 2024, per accedervi è necessario avere almeno 63 anni e 5 mesi di età e un’anzianità contributiva minima di 30 o 36 anni, a seconda della categoria di appartenenza.
Questa indennità, erogata dall’INPS, ha peculiarità che la distinguono da una pensione standard: non è soggetta a indicizzazione all’inflazione e non prevede né tredicesima mensilità né maggiorazioni per familiari a carico. Inoltre, l’importo mensile non può superare i 1.500 euro e rimane fisso per tutta la durata del beneficio, che termina al compimento dei 67 anni, momento in cui subentra la pensione di vecchiaia.

Altri limiti significativi riguardano la non reversibilità della prestazione in caso di decesso del titolare e la restrizione sull’attività lavorativa compatibile: è ammesso solo il lavoro autonomo occasionale entro un limite annuo di 5.000 euro. integrativo
Nonostante le penalizzazioni economiche intrinseche all’Ape Sociale, il trattamento fiscale riserva ai beneficiari un vantaggio importante. Infatti, il reddito derivante dall’Ape Sociale è assimilato fiscalmente a quello da lavoro dipendente e questo consente ai titolari di usufruire del trattamento integrativo, erede dell’ex bonus Renzi.
Il trattamento integrativo viene corrisposto dall’INPS a dicembre sotto forma di conguaglio e può raggiungere un importo massimo di 1.200 euro annui, pari a 100 euro mensili. L’erogazione è legata alla fascia di reddito: è pienamente spettante per redditi annui lordi fino a 15.000 euro, mentre per redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro viene riconosciuto in modo proporzionale, calcolato attraverso una formula che considera detrazioni e imposta lorda.
Questa modalità fiscale rende l’Ape Sociale più vantaggiosa rispetto ad altri tipi di pensione, soprattutto per chi si colloca nella fascia di reddito più bassa, garantendo un incremento sostanziale della rata mensile anche in assenza della tredicesima.
Requisiti e modalità di accesso all’Ape Sociale
L’accesso all’Ape Sociale è riservato a lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e a gestioni sostitutive o esclusive INPS, che si trovano in una delle seguenti condizioni:
- Stato di disoccupazione a seguito di licenziamento o scadenza del contratto a termine, con almeno 30 anni di contributi;
- Assistenza continuativa da almeno sei mesi a un parente convivente con handicap grave, sempre con almeno 30 anni di contributi;
- Riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, con almeno 30 anni di contributi;
- Lavoratori che svolgono attività gravose (elencate dettagliatamente dalla normativa), con almeno 36 anni di contributi (ridotti a 32 per specifiche categorie come operai edili e ceramisti).
Le donne possono usufruire di una riduzione dei requisiti contributivi pari a 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni.
La domanda per l’Ape Sociale deve essere presentata all’INPS entro il 30 novembre 2025, anche se la sperimentazione della misura è stata prorogata fino al 31 dicembre 2025. L’indennità decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, a condizione che siano cessate tutte le attività lavorative.




