«Con questo intervento non solo si tutelano l’abitato e le infrastrutture, ma si restituisce fiducia e prospettiva a una comunità che ha vissuto anni di fragilità – spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. La liquidazione del contributo è il segnale concreto che la ricostruzione procede, con attenzione al territorio e alle sue specificità. Ringrazio per il lavoro svolto il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli».
Villa da Piedi si trova ai piedi del Monte Sassotetto, in un’area classificata a rischio molto elevato (R4) per frane e valanghe. Dopo il sisma del 2016, si è verificata la riattivazione di un movimento franoso già censito, con potenziali impatti sulle strade provinciali 47 e 120.
Inoltre, il versante sud-occidentale del Monte Sassotetto è soggetto a fenomeni valanghivi storici, con eventi catastrofici registrati negli anni ’30 e ordinanze di evacuazione nel 1990
e 2005.
I lavori prevedono disgaggio e bonifica delle pareti rocciose instabili a monte dell’abitato e delle strade provinciali; installazione di nuove barriere fermaneve per completare la protezione contro le valanghe, con moduli certificati e a basso impatto visivo; sostituzione delle reti danneggiate delle barriere paramassi esistenti; monitoraggio e manutenzione delle opere realizzate, con attenzione alla tutela ambientale e alla biodiversità.
Particolare attenzione è riservata ai criteri ambientali minimi, con l’uso di materiali riciclati,
la salvaguardia della vegetazione autoctona e la protezione della fauna locale.
Dice il sindaco di Bolognola Cristina Gentili: «Questo intervento rappresenta un passaggio fondamentale per la sicurezza e la rinascita del nostro territorio. Villa da Piedi, è la frazione che ha saputo resistere meglio al trascorrere del tempo ed alle avversità alle quali è andata incontro, ma è anche la frazione maggiormente a rischio idrogeologico. Ricordo il suo coinvolgimento nelle 2 valanghe del 1930 e del 1934. Oggi, grazie a un lavoro sinergico tra Comune, Ufficio Speciale Ricostruzione, Struttura Commissariale, Regione Marche e tutti gli enti coinvolti, possiamo finalmente guardare al futuro con maggiore positività.
La messa in sicurezza del versante e l’installazione di nuove opere di protezione non sono solo un presidio contro il rischio idrogeologico e valanghivo, ma anche un segnale concreto di attenzione verso le aree interne e montane, spesso dimenticate. Ringrazio tutti coloro cheinsieme a me si adoperano costantemente per rendere possibile questi risultati, e ridare slancio a questi nostri territori che possono ospitare non solo le comunità del presente maanche le generazioni future. È un investimento sulla sicurezza, ma anche sulla dignità e sulla resilienza della nostra comunità.»
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