A Urbino la mostra ‘Il bulino di Alceo Quieti: una maestria da tramandare’

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Nell’Oratorio di San Giovanni l’esposizione  dal 22 dicembre 2022 al 30 gennaio 2023

URBINO – Si inaugura oggi, giovedì 22 dicembre 2022, alle ore 17 nell’Oratorio di San Giovanni ad Urbino, la mostra ‘Il bulino di Alceo Quieti: una maestria da tramandare’.

E’ promossa dall’associazione Il Segno Condiviso con la collaborazione anche di Confcommercio Marche Nord.

Il Segno condiviso continua il suo percorso di promozione e valorizzazione degli archivi privati presentando in occasione del centenario della nascita, grazie alla disponibilità della famiglia, le opere di Alceo Quieti, microincisore e artista urbinate di chiara fama.

Il percorso espositivo prevede due momenti, il primo presso la Sala Salimbeni dell’Oratorio ed un secondo presso Palazzo Rossi De Praetis, sede dell’Accademia Internazionale dell’Intaglio a bulino, dove il visitatore potrà addentrarsi in un piccolo ma suggestivo spazio scenico, per un inedito omaggio ad Alceo Quieti da parte del suo allievo Bruno Cerboni Bajardi.

L’esposizione nella sala Salimbeni dell’Oratorio, accompagnata da un testo di Simone Dubrovic, si propone di mettere in evidenza come la tecnica della microincisione, la sua complessa maestria possa trasmettersi solo all’interno di un rapporto molto stretto tra maestro e allievo.

In mostra

Maestri: Alceo Quieti e Bruno Cerboni Bajardi, Thomas Hipschen, Gunnar Nehls, Jorge Peral, Sergio Pilosio, Ms. Ma Roong.

Allievi: Mr. Zhu Jiayi, Mr. Bai Jin, Ms. Niu Kai, Sarah Lazarevich, Juan Pablo Romo Araiza, Joseph Wright, Ms. Qian Zhimin.

La mostra sarà visitabile fino al 30 gennaio 2023, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Quieti nasce a Urbino nel 1922, studia e si diploma nel 1947 presso l’Istituto d’Arte per la Decorazione e la Illustrazione del Libro di Urbino, più conosciuto come ‘Scuola del Libro’. Si specializza in xilografia sotto la guida di Umberto Franci, ma presto approda al bulino dedicando tutta la sua vita a questa antica tecnica di incisione a scavo della lastra di metallo.

Già nel 1948 lavora per il Poligrafico dello Stato quale incisore per carte valori. Nel 1963 viene segnalato dalla scultore incisore Mario Baiardi alla Banca d’Italia per collaborare alla realizzazione di nuove matrici per banconote italiane. Gli viene inoltre affidato l’incarico di incidere alcune matrici per banconote dello Stato del Perù e, in particolare per la Repubblica Italiana, la banconota da L. 500. Impegnato nel frattempo ad incidere matrici per varie serie di francobolli, lavora per le Poste Italiane, il Vaticano, per S. Marino.

Sua è la firma di molti francobolli dedicati a soggetti di grandi artisti come Mantegna, Paolo Uccello, Arcimboldi, Masaccio, Michelangelo ed un dettaglio della ‘Battaglia di Solferino’ di Girolamo Induno, premiato con medaglia d’oro per il miglior francobollo del 1959. Sublime intagliatore al bulino, fine xilografo, dipintore su tavola, sbalzatore e acquafortista, non ha mai ambito alla notorietà.

Lasciato il Poligrafico nel 1980, dopo quattro anni si trasferisce ad Urbino dove continuerà ad operare nella quiete del suo studio nella campagne urbinate. Vi rimane fino al marzo 2008, per spostarsi poi definitivamente a Savigno dove si spegne nel 2014.