L’ipotesi di reato contestata è insolvenza fraudolenta in concorso (Art. 641 e 110 del Codice Penale). L’indagine ha preso il via lo scorso 8 aprile 2026, a seguito della denuncia-querela sporta da un albergatore del posto. Secondo quanto dichiarato dall’albergatore, la coppia aveva pattuito verbalmente con quest’ultimo un soggiorno di due mesi, al costo di 750,00 euro mensili oltre al rimborso delle utenze. Lo scorso 3 marzo, l’albergatore, non avendo ancora ricevuto alcun pagamento nonostante i termini scaduti, ha sollecitato con insistenza la coppia I due coniugi, inizialmente, hanno versato un acconto di 500,00 euro per rassicurare il titolare.
Tuttavia, il giorno successivo, hanno abbandonato la struttura senza preavviso, facendo perdere le proprie tracce. Oltre al mancato saldo della quota d’affitto rimanente (pari a 250,00 euro), la coppia ha lasciato insoluto il pagamento delle utenze maturate durante il soggiorno, quantificate in 330,00 euro.
Grazie agli accertamenti condotti dai Carabinieri di Treia, i due soggetti sono stati identificati e segnalati alla Procura della Repubblica per aver disatteso gli impegni contrattuali con l’intento, emerso chiaramente dalle modalità di allontanamento, di non onorare il debito residuo.
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