A Treia l’inaugurazione della Casa e dell’Ospedale di Comunità

Il primo intervento completato nelle Marche. La struttura, finanziata con circa 2 milioni e 200mila euro tra fondi Pnrr e regionali, comprenderà servizi diagnostici di base e strumenti di telemedicina

TREIA – Treia inaugura la Casa e l’Ospedale di Comunità, il primo progetto a essere completato nelle Marche, finanziato con fondi PNRR e regionali, nell’ambito della riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali.
La struttura rappresenta un presidio fondamentale della sanità di prossimità e si integra con l’Ospedale di Comunità, già attivo a Treia, costituendo un punto di riferimento per l’assistenza sanitaria del territorio e per la rete dei servizi del Distretto.

Finanziati con circa 2 milioni e 200mila euro comprenderà 20 posti letto, servizi diagnostici di base e strumenti di telemedicina, al fine di offrire continuità assistenziale, gestire le malattie croniche, cure intermedie sicure e favorire l’assistenza di prossimità, anche grazie alla presenza di diversi ambulatori. Presenti anche la guardia medica e gli alloggi per il 118.
Hanno preso parte alla cerimonia di inaugurazione l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro, il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini, le autorità regionali, civili e religiose, insieme ai rappresentanti dell’AST di Macerata, ai tecnici e agli operatori sanitari coinvolti nella realizzazione del progetto.

«Siamo i primi nelle Marche a portare a termine l’intervento di realizzazione e potenziamento previsto nell’ambito della riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali – ha sottolineato il sindaco Franco Capponi – Un risultato importante che premia il lavoro condiviso tra istituzioni, tecnici e operatori sanitari. Fin dall’inizio abbiamo seguito con attenzione questo percorso, impegnandoci per ottenere le autorizzazioni necessarie ai finanziamenti del PNRR e mettendo a disposizione gli spazi utili ad avviare rapidamente i lavori. Questa di Treia è una visione collaudata nel tempo con la lungodegenza e la riabilitazione che è un fiore all’occhiello.

Il sistema sociosanitario andrebbe completata con la formazione

la struttura funzionerà bene se i medici riusciranno a svolgere il proprio lavoro e ci sarà il personale sanitario necessario. Ad oggi non possiamo attivare i 20 posti letto perché non ci sono gli operatori e le figure professionali che servono. Noi come Comune siamo comunque a disposizione per fare la nostra parte perché è importante che ognuno faccia la propria.
L’obiettivo era garantire al territorio un presidio sanitario moderno, efficiente e vicino ai cittadini con una rete territoriale integrata che comprende anche il Punto Unico di Accesso».
Proprio nei giorni scorsi il primo cittadino, insieme alla Giunta comunale, ha incontrato il personale tecnico e sanitario operante presso la struttura per un sopralluogo nei locali rinnovati e per la presentazione dei lavori eseguiti.

«Siamo in un momento di cambiamento nella sanità, in cui dopo i tagli del decreto Balduzzi, ci rendiamo conto che gli ospedali da soli non reggono e così, anche grazie al PNRR, potremo portare avanti questo modello di sanità non esclusivamente ospedalieraha detto l’assessore Paolo Calcinaro – con una serie di Case di comunità sul territorio e servizi, alcuni dei quali già c’erano anche, ma vanno messi insieme e valorizzati. Non possiamo permetterci cattedrali nel deserto. Siamo riusciti a mettere in campo fondi straordinari provenienti da finanziamenti statali che possono essere utilizzati per il personale. Fondi che c’erano, che abbiamo sbloccato e magari non erano stati utilizzati, così avremo 116 assunzioni straordinarie per dare sostegno al sistema».

La Casa di Comunità di Treia si integra con i reparti degli ospedali dell’AST e rappresenta un anello di congiunzione tra i professionisti delle cure primarie e gli altri operatori del sistema socio-sanitario regionale, offrendo risposte ai bisogni di salute delle comunità del territorio, con particolare attenzione alla popolazione anziana.