“Trasformazione” di Monica Baldini

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Mi domando se la franchezza in questo periodo storico sia una cosa buona o “passabile” o persino possibile.

Mi domando se non sia bene invece piuttosto tacerla. Me lo domando perché la franchezza in alcune circostanza mi appartiene in maniera così impudica che ingenuamente si sfodera vantando abiti sfarzosi e goliardici.

Me lo sono chiesto poiché vedo e percepisco come una clessidra che spegne il bottone del dire. Dire.

Esprimere. E medito se comunicare con diretta chiarezza sia meglio revisionare con lima docile al pensiero che si è propagato.

Quando sopraggiunge l’impulso allora trattenere e contingentare perché si presenti confezionata se pur vera la risposta.

Me ne sono accorta e adesso è tempo di lavorarci: il presente è una fase in cui relazionarsi è diventato un lusso quanto esenzionale e da perfezionare ovvero plasmare.

Quello che voglio trasmettere è una sensazione di doverosa resistenza allo slancio fluviale che mi si è addossata a maggior impegno vista la congiuntura che ci attanaglia ove siamo modificati dal diktat della pandemia.

Stiamo assistendo a cambiamento epocale storico sociologico e quanto ne comporta nella forma mentis. Dunque mi sono riproposta autenticità più dose di prudenza nella gestione delle relazioni. Rifletto che alcune salteranno altre sopravviveranno altre cambieranno e noi insieme a loro.

Nulla resta così per sempre ma muta evolve e si trasforma.

Monica Baldini