Parla di cosa l’ha mosso quella mattina. Voleva essere “il vendicatore”: “È stata come un’esplosione dentro di me”, “per me gli spacciatori avevano ucciso Pamela, e gli spacciatori erano loro, i negri. Li chiamavo così. Oggi li chiamo neri. Poi, in questi mesi passati in carcere, ho lentamente capito che gli spacciatori sono bianchi, neri, italiani e stranieri. La pelle non conta”.
“Tutta la mia ideologia politica, Dio, patria, famiglia, onore, ha pesato in quel mix esplosivo – aggiunge – La tragedia di Pamela ha fatto da innesco”. “L’odio – dice – non nasce per caso, è frutto di tante cose, anche di politiche errate, a danno sia degli italiani che degli immigrati”. Incontrerebbe le persone a cui ha sparato per chiedere scusa: “ho già chiesto scusa durante il processo. Io sono pronto”, conclude.
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