“Le Marche rappresentano un modello nazionale nel settore dell’educazione al consumo responsabile e ai corretti stili di vita a favore delle giovani generazioni – commenta l’assessora alla Pesca, Manuela Bora – L’iniziativa rientra tra quelle previste dalla programmazione degli interventi per il settore ittico, ma assume una valenza educativa che supera ogni aspetto economico. I ragazzi imparano a conoscere il valore nutrizionale del pesce locale, la sua bontà, il suo apporto essenziale nel fabbisogno alimentare, insieme agli aspetti che riguardano la cultura e le tradizioni marinare. Un progetto ambizioso che ha avuto ampi riconoscimenti internazionali”.
La Campagna promozionale “Pappafish” è risultata tra i temi presentati all’interno del Vivaio Scuole, nel Padiglione Italia a Milano Expo 2015. È stata anche segnalata come modello di riferimento dal Programma europeo per la formazione permanente (Lifelong Learning Programme) e dall’Unesco (nell’ambito della Settimana dell’educazione allo sviluppo sostenibile). Lo scorso anno Pappafish ha coinvolto 42 Comuni marchigiani e 282 scuole dell’infanzia, primarie e secondarie.
Oltre 25mila bambini hanno potuto magiare il pesce a scuola, per un totale di 90 tonnellate di prodotti ittici locali consumati (dalle triglie alle alici, suri, pannocchie, sgombri, ma anche cozze, vongole e persino trote). Le scuole interessate, inoltre, hanno realizzato più di 800 laboratori educativi, in 200 dei quali i bambini hanno potuto cucinare, con le proprie mani, il pesce appena pescato dal loro mare.
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