Così il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole, ad un anno esatto dal sisma che il 24 agosto 2016 sconvolse l’Italia centrale. ”Molto resta da fare – sottolinea mons. D’Ercole -, la lentezza degli interventi pubblici in molti l’hanno più volte sottolineata; la fatica che ci attende è chiara a tutti, ma il coraggio e l’impegno hanno ripreso a camminare sulle gambe della speranza”.
Poi i simboli: ”I media identificano questo terremoto come ‘il terremoto di Amatrice”, ma ”il luogo che più di ogni altro può mostrare l’energia divoratrice del sisma è proprio Pescara del Tronto, dove non trovi un masso, un muro, una mezza casupola in piedi, ma tutto diventato poltiglia di ridottissimi rottami”.
L'Opinionista © since 2008 - Marche News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
n. reg. Trib. Pescara n.08/08 - Iscrizione al ROC n°17982 - p.iva 01873660680 a cura di A. Gulizia
Contatti - Archivio - Privacy - Cookie
SOCIAL: Facebook - X