“Ho sbagliato”, avrebbe detto davanti al giudice, sostenendo che sarebbe stata la ragazzina a fare il primo passo, chiedendogli l’amicizia su Facebook. Gli avvocati difensori, Alessandro Buzzoni di Rimini e Roberto Brunelli di Pesaro, avevano chiesto la sostituzione della misura cautelare in carcere con i domiciliari.
Il docente è accusato di aver inviato alla ragazzina un file audio con esplicite richieste sessuali, poi circolato tra vari telefonini nella scuola. L’indagine è nata dalla segnalazione del preside dell’istituto che aveva raccolto a sua volta quella di alcune mamme.
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