San Severino, riapre la chiesa di Santa Maria Assunta a Cesolo

Il 28 febbraio, dopo gli interventi di restauro e miglioramento sismico, si terrà l’inaugurazione della chiesa  a Cesolo che aveva subito danni nel terremoto del 2016

SAN SEVERINO MARCHE – La comunità di Cesolo si prepara a vivere un momento di profonda emozione e rinascita. Sabato 28 febbraio, alle ore 17, si terrà la solenne cerimonia di inaugurazione della chiesa di Santa Maria Assunta che verrà restituita al culto dopo i complessi interventi di restauro e miglioramento sismico resi necessari dai danni degli eventi sismici del 2016.

L’evento vedrà la partecipazione dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, che presiederà la celebrazione della liturgia. Alla cerimonia prenderanno parte le autorità cittadine, tra cui il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a testimonianza del forte legame tra le istituzioni e il tessuto sociale e religioso della frazione.

Il recupero della chiesa rientra nel più ampio piano di ricostruzione post-sisma che ha interessato il territorio settempedano. L’edificio di culto ha radici profonde nella storia locale: costruita nel 1756 e consacrata l’anno successivo dal vescovo Vignoli, la chiesa fu dedicata alla Madre di Dio Assunta in cielo e a Santa Margherita, vedova settempedana originaria proprio di Cesolo.

Al suo interno la chiesa custodisce tesori d’arte di grande valore devozionale

tra cui spicca una tela settecentesca raffigurante la “Madonna Assunta tra i Santi Antonio da Padova e Margherita”. La struttura ha subito nel tempo diversi rimaneggiamenti, in particolare nella prima metà del XX secolo, ma ha sempre mantenuto il suo ruolo di cuore pulsante per la frazione. Già danneggiata dal terremoto del 1997 venne restituita al culto ma con le scosse del 2016 era tornata di nuovo inagibile.

Al termine della funzione religiosa l’associazione di promozione sociale Pro Cesolo ha organizzato un momento di incontro e convivialità per l’intera comunità. Gli abitanti della frazione vedono in questa riapertura non solo il ripristino di un luogo di preghiera, ma un segno concreto di speranza per il futuro del territorio.