“Rivivere l’Appennino, il Paese che vogliamo”: se ne è parlato a Fabriano

La Giunta regionale approva un ordine del giorno che condivide le proposte indicate della Cia (Confederazione italiana agricoltori). A Fabriano, Ceriscioli ha  illustrato la strategia regionale

FABRIANO – La Regione Marche sostiene e promuove i territori montani. Negli ambiti di competenza istituzionali riconferma il proprio impegno per favorire il ripopolamento dell’entroterra, partecipando a tutti i percorsi che verranno definiti con il coinvolgimento del governo nazionale. È la sintesi della disponibilità assunta dalla Giunta regionale: nel corso dell’ultima seduta, ha approvato un ordine del giorno, proposto dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori), sul rilancio delle aree interne.

Il presidente Luca Ceriscioli ha ribadito ieri l’impegno partecipando all’incontro di Fabriano. Organizzato da Cia Marche, ha consentito di presentare il progetto di riforma “Il Paese che vogliamo – Rivivere l’Appennino”. Cinque i punti che la Confederazione intende sostenere per favorire una rinascita dell’entroterra con servizi e opportunità d’impresa: la manutenzione delle infrastrutture, il governo del territorio, le filiere territoriali, la gestione della fauna selvatica, il rilancio delle aree interne in Europa.

All’Oratorio della Carità, Ceriscioli, è stato tra i protagonisti, nel pomeriggio, della tavola rotonda interregionale Marche-Abruzzo-Umbria-Lazio-Molise. “Lavorare per non spopolare le aree interne e permettere alle persone di restare”, è stata l’esortazione con cui il presidente ha iniziato la sua riflessione,

“Partendo dal sisma che ha riguardato, in particolar modo l’interno, è subito emersa la consapevolezza che non si trattasse semplicemente di ricostruire, ma del rischio fortissimo dell’accelerazione di un processo già in atto che era quello dello spopolamento. La Regione è attenta ai progetti delle aree interne che sono progetti strategici e parlano il linguaggio delle tematiche legate allo sviluppo e alla crescita. Da parte nostra, oltre le risorse aggiuntive per le aree del sisma e per quelle interne già attivate, confermiamo la volontà di continuare a investire in quella parte della regione, l’entroterra, che più soffre sotto il profilo economico”.

È notizia di pochi giorni fa, ha continuato, “l’incontro con il ministro Provenzano che da gennaio ci permetterà di allargare il progetto delle aree interne alle due ancora non riconosciute: Fermano e Monte Feltro-Alta Valle del Metauro. Sono in tutto 27 Comuni che entreranno dentro questo progetto andando a completare una corona estesa di realtà che possono godere di questi benefici”.

L’agricoltura, ha concluso, “è il motore di queste aree. Si affianca efficacemente al turismo perché favorisce attività che sfruttano la vocazione del territorio, creando occupazione e opportunità per rimanere”. Il documento approvato dalla Giunta regionale nei giorni scorsi, in vista dell’appuntamento fabrianese, sottolinea che “la Regione approva e sosterrà, in tutti i luoghi di sua competenza istituzionale, le proposte volte a mantenere e ripopolare i nostri territori montani, impegnandosi a partecipare fattivamente a tutti i percorsi che verranno definiti per arrivare a una soluzione con il governo nazionale che permetta di raggiungere gli obiettivi” indicati. Traguardi che le Marche vogliono raggiungere attraverso strumenti finanziari ed economici, rendendo attrattivo il territorio, organizzando e garantendo servizi socio sanitari adeguati.