‘Primo di Maggio e creatività’ di Monica Baldini

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Monica Baldini e libroFANO – Ci siamo, mondo. Il Primo di Maggio. Una festa, un giorno di stacco dal lavoro, un senso di meritata libertà. Ma quest’anno qualcosa di diverso rispetto i precedenti anni c’è ed è evidente… Lavoratori oggi è una parola molto strattonata, contesa nelle discussioni alla Camera come nelle trasmissioni tv serali. Si parla di rimborsi, di casse integrazioni, di bonus, di lavoro nelle misure di restrizioni.

Il lavoro è divenuto in pochi mesi un terreno sdrucito e calpestato dall’ondata imponente della pandemia che si è riversata su ogni testa e forse lo spirito di una festa anch’essa ottenuta con non pochi sforzi, lotte e manifestazioni, si è affievolito. Ma l’ondata rientrerà e tornerà la bonaccia, quella levità di una bassa marea dopo un livore raschiato nei cuori degli italiani e non solo. Ce la faremo!

Fuori il mondo è vivo e vivace, è colorato, è fiorito, profumato, non reca alcun segno di disagio e contusione. Guardiamo di là. Il chiasso della civilizzazione si è spento, i traffici clamorosi pure e gli uccellini cantano e svegliano, i bambini giocano e spensierati salutano la giornata con urla e grida come nulla fosse. L’abbraccio viene dalla natura, dal creato, dal mare, dal cielo, dalle siepi, da quel lato animato che ci circonda e avevano tralasciato.

E’ un po’ come godere della vita da un altro lato, quello più delicato e affascinante, gratuito ma che richiede un imponente dedizione di occhi vigili e cuore aperto. Non è tutto perso. Torneremo, torneremo! A essere liberi ma anche nel cuore, prudenti e vigilanti. Il primo di Maggio è ancora festa, la festa di ciascuno che abbia contribuito a rendere questo paese migliore, che sta contribuendo e contribuirà. La storia prosegue e saremo noi a farla, con i nostri atti, con i nostri ideali e con i nostri credo.

La bellezza ci fa da strada, ci indica dove seminare perché si raccolgano frutti abbondanti. Papa Francesco nella sua omelia di lunedì 27 aprile l’ha detto, “Preghiamo oggi per gli artisti, che hanno questa capacità di creatività molto grande e per mezzo della strada della bellezza ci indicano la strada da seguire. Che il Signore dia a tutti noi la grazia della creatività in questo momento”. Non sotterriamo la creatività poiché potrebbe essere la chiave giusta di sopravvivenza per inaugurare un periodo di certo diverso che ci chiede di esserlo di pari passo.