A farli bere e rifocillarli hanno pensato gli stessi poliziotti, in attesa di affidarli alle cure dei veterinari e collocarli in un canile, anche per verificare l’esistenza (ritenuta improbabile) di microchip che possano aiutare a scoprire la loro provenienza. A insospettire i poliziotti sono state le pessime condizioni delle due utilitarie sulle quali erano trasportati gli animali.
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